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Napoli, notte di sangue, vergogna e criminalità alla Stazione Centrale

di / 0 Commenti / 1414 Visite / 19 febbraio, 2015

stazione-napoli-centrale-1La Stazione Centrale di Piazza Garibaldi è un teatro a cielo aperto che ben si presta ad ospitare “variabili imprevedibili” dalle intenzioni indecifrabili e che impongono un finale imprevedibile.

Una stazione popolata, sempre e da stralci d’umanità che incarnano diversi stereotipi ed altrettanto differenti sono le intenzioni insite nei loto viaggi, nei loro movimenti.

Ieri sera, tra le anime annoverate in quella sede, vi era anche un 24enne siciliano, le intenzioni che animavano i suoi movimenti erano quelle di salire sul primo treno utile per fare ritorno a casa: a Catania.

Ionut Sari è un 18enne di origini romene che vive nel campo rom di Ponticelli, ma, ieri sera, anche lui si trovava nella stazione centrale di Piazza Garibaldi. Le intenzioni che animavano i suoi movimenti, invece, erano quelle di vestire gli abiti della “variabile imprevedibile”. Quelli che l’hanno portato, quindi, a ritrovarsi a rispondere alle accuse di rapina aggravata e lesioni.

Mettendo insieme i pezzi fin qui elaborati, non è difficile giungere all’epilogo: il giovane 24enne era in piedi ad aspettare il treno che lo avrebbe riportato a casa quando è stato avvicinato, con la scusa di accendere una sigaretta, dal 18enne accompagnato da altri due complici. Dopo qualche secondo i tre hanno aggredito il 24enne, prendendolo a calci e pugni allo scopo di derubarlo.

I tre sono infatti riusciti ad impossessarsi dell’orologio, del bracciale d’oro, dello smartphone e perfino del giubbotto del ragazzo oltre che del portafogli. A dare l’allarme un passante presente alla scena che ha allertato la polizia, giunta immediatamente sul posto. Gli agenti hanno individuato e bloccato solo uno dei tre banditi, il 18enne, arrestato per rapina aggravata e lesioni. Il giovane turista invece è stato soccorso in ospedale dove i medici hanno giudicato le ferite guaribili in 10 giorni.

Picchiato selvaggiamente, mentre era fermo sulla banchina ad aspettare il treno.

Un’aggressione feroce che ha disegnato un viaggio ben diverso nelle ore di quel purista, rispetto a quello preventivato, rispetto a quello imposto dalla collisione tra le sue intenzioni e quelle di una “variabile imprevedibile”.

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