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Enna: la storia e le tradizioni della “città più alta d’Italia”

di / 0 Commenti / 2511 Visite / 10 marzo, 2015

enna

Enna è capoluogo dell’omonima provincia in Sicilia. Sorge su un altopiano che riporta lo stesso nome, in una zona molto fertile ed è riconosciuta come la città più alta d’Italia.

Venne definita dai Romani come “urbs inexpugnabilis”, per la sua imprendibilità e Belvedere di Sicilia, per lo stupefacente panorama di cui è spettatrice partecipe.

La nascita della città in passato era erroneamente attribuita ai Greci, ma successivamente sono state rinvenute attestazioni antecedenti, risalenti al Neolitico, che ne rivelano già l’esistenza.

In seguito alla dominazione romana, la città divenne di dominio bizantino e poi arabo. Questi ultimi la ribattezzarono “Il Castello di Enna”, ma a seguito della riconquista normanna, il nome arabo venne latinizzato in “Castrogiovanni”, fino al 1927, anno in cui riprese l’originario appellativo di Enna. Proprio durante il governo fascista, Benito Mussolini, la distaccò da Caltanissetta, nominandola capoluogo di provincia.

La città è nota, per essere considerata il capoluogo più alto d’Italia, grazie alla sua posizione strategica, in quanto ubicata su un altopiano che parte dai 900 fino a giungere ai 992 metri di altitudine. Arroccata su  quest’ altura, Enna offre una cartolina mozzafiato, regalataci da una conformazione territoriale quasi unica al mondo, dovuta all’assenza nelle vicinanze, di catene montuose abbastanza alte, da riuscirne ad oscurare la visuale. Per poter godere al meglio del panorama offerto dal capoluogo siculo, bisogna raggiungere il punto più alto di osservazione, costituito dalla torre di Federico II, presso la quale, è possibile immergersi in un paradiso, quasi onirico, che riflette nel miglior modo la bellezza rurale del luogo. Sotto gli occhi dello spettatore si apre un’immensa distesa pianeggiante, recintata da siepi ed ulivi, coltivata con verdure ed ortaggi, utili al sostentamento della stessa città. Passeggiando tra i campi, non si può non rimanere inebriati dalla fantastica fragranza degli alberi da frutto, tra cui spiccano gli agrumi, dai colori sgargianti. Sembra quasi che cielo e terra si fondano in un connubio artistico naturale.

Enna, inoltre, è indiscussa protagonista dell’arte. Numerose sono le chiese e i monumenti, tra cui spiccano senz’ altro la torre e la villa di Federico II e la chiesa di Santa Maria di Gesù in Montesalvo, dove è situato l’Obelisco che indica il centro geografico della Sicilia.

La peculiarità di questa terra non è dovuta unicamente all’esteriorità paesaggistica, ma anche alle numerose tradizioni che la caratterizzano. Tra le più importanti vanno annoverate le funzioni delle settimana della Santa Pasqua. I riti religiosi, hanno inizio la domenica delle Palme, con la consueta benedizione. Continuano poi, per i sette giorni successivi, dove il venerdì santo ricopre un ruolo di fondamentale importanza, in quanto i fedeli e le confraternite dei paesi limitrofi, sfilano in processione, preceduti dal clero, seguendo il feretro di Cristo morto e la Vergine Maria, nella più drammatica e silenziosa atmosfera. A maggio, invece, cade la ricorrenza della Madonna dei Calderai, per la quale vengono organizzate, gioiose e ludiche cerimonie, come la Festa della Primavera e la Sagra Campestre. Infine a dicembre ha luogo la vendita dei “dolci della bontà”, il cui ricavato viene devoluto in beneficenza. Le strade della città vengono pervase da lieti canti natalizi e manifestazioni culturali che richiamano scrittori e letterati di notevole fama.

Per la sua travolgente bellezza e per le sue caratteristiche particolarità, Enna, viene ritenuta, senza dubbio, patrimonio inestimabile della regione.

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