Il nuovo modo di leggere Napoli

“La Iena” Pablo Trincia sponsorizza quella Napoli di cui nessuno parla

di / 0 Commenti / 163 Visite / 2 aprile, 2015

10420126_1011030425591366_8327625532232746501_nIl web, il mondo dei social network, la multimedialità, talvolta, si rivelano in grado di consegnare “emozioni reali” disarmanti, sincere, spontanee, capace di proiettare i sensi in un mondo dominato da forti e variegate suggestioni.

Così accade che “la Iena” Pablo Trincia, durante un’incursione all’ombra del Vesuvio, immortala un’emozione che zittisce e svilisce, in maniera più che esaustiva, “i soliti” luoghi comuni e gli stereotipi, per privilegiare il racconto dell’anima più semplicistica e sincera di questa terra, di questa città e della sua gente, senza chiamare in causa il golfo e il Vesuvio, il mare e il sole, la chitarra e il mandolino, la pizza e il babà e soprattutto la camorra e le pistole.

Questo il post pubblicato dall’inviato di Mediaset sulla sua pagina ufficiale di Facebook:

“Su Napoli si può dire e si è detto di tutto. E ovviamente solo chi ci vive e la capisce fino in fondo può giudicarla nel bene e nel male (quindi non io). Ma lasciatemi dire che lo spirito e l’energia che fanno vibrare questa città non l’ho mai trovato da nessuna parte NEL MONDO. Sono venuto qui almeno una quindicina di volte, l’ho girata in lungo e in largo, e in tutte le occasioni mi sono ritrovato in una situazione in cui mi guardavo attorno a bocca aperta. È successo anche ieri sera alla storica trattoria da Nennella ai quartieri Spagnoli, dove più di una volta, tra urla, schiamazzi e sfottò dei camerieri, i proprietari chiedevano ai clienti di stare zitti per recitare a gran voce le loro barzellette (in gran parte sporche), seguite da fragorose risate, applausi e “chell’ bucchin ‘e mammt!!!!” Più che un (ottimo) pasto è stata un’esperienza di vita, nel cuore di un quartiere che sembra una riproduzione in grande dei celebri presepi di cui Napoli va così fiera. Fidatevi, ragazzi. Se non siete mai stati in questa città, vi state perdendo un pezzo di vita.”

Così appare Napoli agli occhi di un turista che ha saputo percorrere i vicoli che lo hanno portato a “sentirsi a casa”. Perché ha saputo vivere e vedere Napoli con il cuore.

Con il cuore sgombero dai pregiudizi.

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