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Museo MADRE, ecco gli eventi che caratterizzeranno la primavera/estate 2015

di / 0 Commenti / 340 Visite / 5 aprile, 2015

DSCF2296Il Museo d’arte contemporanea Donnaregina (MADRE), ubicato nello storico Palazzo Donnaregina, in via Luigi Settembrini a Napoli, nasce con il fine di dare impulso alla promozione dell’arte contemporanea e incrementare il patrimonio pubblico in questo settore.

La Regione Campania, quale unico socio, ha costituito la “Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee”, senza scopo di lucro, avente lo scopo di promuovere, diffondere e favorire la fruizione e la preservazione delle opere di arte contemporanea visiva, nonché istituire, promuovere e gestire musei, centri d’arte e di cultura nel territorio della Regione Campania, acquisendo in via temporanea o permanente, opere d’arte contemporanea da esporre permanentemente o interinalmente nei propri musei o in mostre tematiche.

Molto apprezzato dal pubblico, MADRE è decisamente “ il diverso che affascina“. Una diversità in grado di stimolare tutte le fasce d’età, dalle scolaresche delle scuole primarie ai più navigati studenti liceali, dalla casalinga amante dell’arte agli operatori del settore, dall’adolescente agli over 60.

Gli appuntamenti previsti per questa primavera/estate non deluderanno di certo le aspettative di chi, abbandonando la comodità del proprio divano, deciderà di immergersi in clima di innovazione e cultura artistica:

 

Daniel_Buren_par_Claude_Truong-Ngoc_juin_201425 aprile – 31 agosto 2015

Opening: 24 aprile, ore 19:00

DANIEL BUREN

“Come un gioco da bambini

lavoro in situ”.

Il museo MADRE presenterà il primo dei progetti che, nel corso del 2015, saranno appositamente commissionati all’artista francese Daniel Buren (Boulogne-Villancourt, 1938) per celebrare la relazione fra museo e il suo pubblico, tra l’istituzione e la sua comunità. Uno dei massimi artisti contemporanei, Daniel Buren è autore di un’opera in cui la valenza visiva è sempre associata a quella teorica, e il cui elemento emblematico potrebbe essere riassunto nella sua comprensione e utilizzo della nozione di in situ: espressione con cui l’artista stesso indica la stringente interrelazione fra i suoi interventi e i luoghi espositivi (ma anche urbani) in cui essi sono realizzati.

Formatosi all’Ecole des Métiers d’Art di Parigi, Buren ha basato tutta la sua produzione su una stoffa da tende a righe di 8,7 cm, alternativamente bianche e colorate. Più recentemente, dagli anni Ottanta, Buren ha progressivamente accostato la realizzazione di opere di formato tradizionale in favore delle installazioni architettoniche in spazi pubblici. Profondamente legato anche alla città di Napoli dove è intervenuto più volte, come a Palazzo dell’Arin ora ABC nel quartiere Ponticelli e con una mostra personale alla Reggia di Capodimonte nel 1989, nel 1986 Buren ha partecipato alla Biennale di Venezia aggiudicandosi il Leone d’Oro per il miglior Padiglione Nazionale.

Da aprile a agosto 2015 l’artista interverrà nella sala Re_PUBBLICA MADRE con la grande installazione in situ intitolata Come un gioco da bambini.

Con questo intervento Buren accoglie tutti i visitatori nella grande sala al piano terra del museo, trasformandola in uno spazio di gioco, un vero e proprio gioco di costruzioni a grandezza reale.

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L’opera – risultato della collaborazione fra l’artista e l’architetto Patrick Bouchain – si propone come un sottile dialogo con l’architettura, che diventa quasi viva, performativa: i visitatori hanno la possibilità di passeggiare all’interno di una città fatta di cerchi ipnotici (su cui appaiono le righe di 8,7 cm che sono il segno ricorrente e distintivo delle opere di Buren), archi colorati, torri cilindriche, basamenti quadrati, timpani triangolari, collocati simmetricamente fra loro quasi fossero parte dell’architettura stessa del museo, dotata di una sua ipotetica ad alternativa potenzialità fantastica e immaginativa.

 

Quasi tutte le opere dell’artista, non esistono fuori dal tempo e dallo spazio per le quali sono state concepite: la maggior parte di esse andranno dunque distrutte dopo la loro presentazione.

 

Screen-shot-2012-04-12-at-10.46.30-AM1 maggio – 21 settembre 2015

Opening: 30 aprile, ore 19:00

STURTEVANT

Sturtevant Sturtevant

La grande mostra personale di Elaine Sturtevant (1924-2014) organizzata dal MADRE è la prima mostra retrospettiva dedicata da un’istituzione pubblica italiana a una delle più influenti artiste del XX secolo.

Artista americana, morta l’anno scorso a 89 anni, Sturtevant è famosa per le sue copie di opere famose, identiche agli originali tranne che per alcuni dettagli, spesso evidenti e simbolici, che l’artista modificava. Sturtevant ha riprodotto, tra le altre, diverse opere di Marcel Duchamp, Jasper Jones, Andy Warhol e Keit Haring: reinterpretando le opere d’arte più iconiche della sua generazione, Sturtevant voleva esplorare i concetti di originalità e di artista, e le strutture interne dell’arte e della cultura dell’immagine.2015-04-04

Sturtevant subì diverse accuse di plagio e si attirò qualche antipatia nel settore, come quella dello scultore Claes Oldenburg: all’inizio degli anni Settanta smise di esibire, riprendendo solo nel 1985. A partire dagli anni Duemila si dedicò alla video art, realizzando la sua opera più famosa, “Elastic Tango”, che consiste in nove televisori che proiettano immagini da trasmissioni televisive e da video originali, accompagnate da musica techno. Sturtevant fu premiata con il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2011.

 

23 maggio 2015 – in progress

Opening: 22 maggio, ore 19:00

PER_FORMARE UNA COLLEZIONE#4 / PER_FORMING A COLLECTION#4

2° piano e spazi vari

A cura di Alessandro Rabottini e Eugenio Viola

 

Il quarto capitolo del progetto Per_formare una collezione (avviato dal museo MADRE nel 2013) prende corpo sull’intero secondo piano del museo e in altri spazi dell’edificio (costituendo fra l’altro il primo nucleo della videoteca del museo), per approfondire la riflessione sullo sviluppo e l’articolazione di una collezione museale oggi. L’attenzione non è posta su un gruppo o periodo storico specifico, quanto su artisti, opere, documenti che permettano, nel loro complesso, di ricostruire la storia e lo scenario contestuale delle avanguardie artistiche a Napoli e in Campania, storici crocevia negli ultimi cinquant’anni delle ricerche artistiche più autorevoli e più sperimentali, e di fornire una prospettiva sul presente, dotando il museo di una collezione al contempo radicata sul proprio territorio e attenta alle dinamiche della ricerca italiana e internazionale, e favorendo un incontro fra linguaggi, media e artisti di generazioni, formazioni e provenienze diverse. Tra gli artisti di cui saranno presentate opere, spesso fondamentali nel loro percorso di ricerca, e nuove commissioni:

Marina Abramović, Getulio Alviani, Giovanni Anselmo, Robert Artschwager, Renato Barisani, Bill Beckley, Bianco e Valente, Agostino Bonalumi, James Lee Byars, Pier Paolo Calzolari, Danilo Correale, Tony Cragg, Riccardo Dalisi, Berlinde De Bruyckere, Giuseppe Desiato, Bruno Di Bello, Gabriele Di Matteo, Jimmie Durham, Falso Movimento, Lucio Fontana, Luigi Ghirri, Gilbert & George, Liam Gillick, Dan Graham,Gruppo XX, Judith Hopf, Thomas Houseago, Mimmo Jodice, Ilya&Emilia Kabakov, William Kentridge, Anselm Kiefer, Christian Leperino, Nino Longobardi, Francesco Lo Savio, Urs Luthi, Luigi Mainolfi, Piero Manzoni, Giuseppe Maraniello, Raffaela Mariniello, Allan McCollum, Fausto Melotti, Mario Merz, Hidetoshi Nagasawa, Roman Ondák, Luigi Ontani, Operazione Vesuvio, Gina Pane, Luca Maria Patella, Manfred Pernice, Pino Pinelli, Robert Rauschenberg, Paolo Scheggi, Markus Schinwald, Lorenzo Scotto Di Luzio, Cindy Sherman, Ettore Sottsass, Ettore Spalletti, Haim Steinbach, Hiroshi Sugimoto, Superstudio, Ernesto Tatafiore, Eugenio Tibaldi, Gian Maria Tosatti, Tris Vonna Mitchell, Andy Warhol, Franz West.

Il progetto di ampliamento della collezione museale del MADRE continuerà a partire dall’autunno del 2015.

 

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