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“Io,Raffaele Viviani” torna al Teatro Sannazzaro

di / 0 Commenti / 118 Visite / 22 aprile, 2015

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Napoli.Dopo il grande successo ottenuto per la seconda stagione consecutiva da “Festa di Montevergine” di Raffaele Viviani con la regia di Lara Sansone, il Teatro Sannazaro propone un omaggio al grande commediografo,poeta e scrittore stabiese.

Dal 24 al 26 Aprile infatti saranno di scena Gigi Savoia e Giuseppe Zeno in “Io, Raffaele Viviani” di Antonio Ghirelli e Achille Millo, per la regia di Antonio Ferrante.Con loro in scena le voci di Lalla Esposito e Francesco Viglietti, accompagnati dalle musiche di Viviani, eseguite dal vivo dai maestri Vittorio Cataldi e Sandro Tummolillo.

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In un  palcoscenico dalla scenografia scarna,quasi vuoto, eccezion fatta per i tre elementi simbolo del teatro vivianesco: il baule, simbolo del viaggio, l’anneto, simbolo del lavoro e il faro, simbolo dell’emigrazione e un quarto elemento, la sedia thonet, introdotto dal regista,come elemento di rottura e di confronto, gli attori si misurano con i versi del grande poeta, come una ballata popolare, un’infernale tarantella di suoni e di voci che rassomigliano, insieme, ad un atto d’amore.Io, Raffaele Viviani, vuole disegnare il ritratto di un artista e di una città che contestano rabbiosamente la maschera convenzionale che si è voluta applicare sul loro volto.

Con questo spettacolo, come si legge nella prefazione di Antonio Ghirelli,  s’intende delineare un ritratto biografico di Viviani e, al tempo stesso, fornire un quadro completo della sua arte che troppo spesso trova difficoltà ad ottenere il risalto che merita.

Raffaele Viviani infatti per la bellezza e l’intensità dei testi viene spesso paragonato ad un altro gigante del teatro, Bertolt Brecht.Molto simile è infatti l’approccio di Viviani, appassionato e furente, alle ingiustizie sociali.Viviani infatti critica aspramente  la descrizione della città di Napoli e dei napoletani che, altri prima e dopo di lui, hanno dipinto con toni,colori e parole molto distanti dalla realtà.

Perfino l’uso del dialetto in Viviani diventa riscoperta di una lingua genuinamente popolare, violenta, aspra, cupamente umoristica, come le vicende della gente semplice che l’autore stabiese predilige come protagonista delle sue opere.

 

“Io, Raffaele Viviani” di Antonio Ghirelli e Achille Millo
Napoli, Teatro Sannazaro – dal 24 al 26 aprile 2015
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali) e ore 18 (domenica)
Info e prenotazioni ai numeri 081411723, 081418824 email info@teatrosannazaro.it

 

 

 

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