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Nel cuore dei Quartieri spagnoli sorge il Museo del tessile e dell’abbigliamento.

di / 0 Commenti / 654 Visite / 31 maggio, 2015

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Il Museo del tessile e dell’abbigliamento “Elena Aldobrandini” nasce nel 2003 all’interno del complesso monumentale seicentesco situato in Piazzetta Mondragone,nel cuore dei Quartieri spagnoli che comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, e che ospita la Fondazione Mondagrone,ente impegnato nella promozione delle attività riguardanti il mondo della moda,dell’arte tessile e sartoriale partenopea.

Il museo è dedicato alla nobildonna Elena Aldobrandini, moglie di Antonio Carafa, Principe di Stigliano e duca di Mondragone che nel 1665 fondò il “Ritiro per Matrone Vergini e Oblate”,una sorta di monastero laico nel quale si accoglievano orfane, malate, prostitute e nobili decadute.

Con lo scorrere del decenni la fortuna del Collegio tenderà gradatamente a scemare.Nel corso della seconda guerra mondiale, chiuso il convitto, vi fu istituita una scuola popolare per la classe operaia ed una parte dell’edificio fu adibita ad asilo per accogliere i figli dei soldati impegnati al fronte.

Dopo tante vicissitudini, al termine del conflitto mondiale, l’Ente riprese l’opera educativa orientandosi verso le attività artistiche legate alla tessitura ed al ricamo,fino al 2003 anno dell’apertura del Museo del tessile.

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La sezione museale della Fondazione Mondragone è predisposta al I piano ed al II piano, in sale separate dagli spazi destinati alle mostre temporanee ed agli eventi. Le prime due sale al primo piano ospitano gli arredi sacri e i paramenti liturgici provenienti dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La terza sala conserva tessuti ricamati con la famosa seta di San Leucio risalenti ai secoli XVII e XVIII, merletti, pizzi al tombolo, abiti storici realizzati attenendosi ai dipinti dei maestri napoletani del ‘600, costumi regionali di popolane comunemente indossati nei giorni di festa,foto e lettere che raccontano la storia dell’Istituto nei secoli XIX-XX, al tempo del “Convento femminile di lavoro”.

abito

Nell’ultima sala si racconta la storia del costume e dell’abbigliamento dal 1800 ad oggi.Sono inoltre esposte le collezioni di abiti dei maestri napoletani Fausto Sarli e Livio De Simone,alcuni abiti donati dagli atelier Del Balzo e Pignatelli ed i pregiati tessuti della collezione Passerini.

sarli

Parte integrante del museo del tessile e dell’abbigliamento Elena Aldobrandini,è anche il Museo della guanteria.Inaugurato il 9 novembre 2007 raccoglie quaranta pezzi storici che vanno dal XVIII secolo ai giorni nostri, oltre a macchinari d’epoca e abiti fatti interamente di guanti.

In stretta sintonia con il Museo del Tessile e dell’Abbigliamento è stata concepita la nascita del Laboratorio di Costume e di Storia della Moda. Questa è una sezione operativa impegnata nell’attività didattica,che si pone l’obiettivo di preservare le tecniche sartoriali antiche, affiancate alle soluzioni moderne per incentivare forme nuove di sperimentazione, ricerca e studio.

 

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