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“Totocchio” di Dalisi: la prima installazione d’arte contemporanea in un porto italiano

di / 0 Commenti / 561 Visite / 27 luglio, 2015

11217545_10153455110695856_5349693627957984262_nDalle 19 dello scorso venerdì, 24 luglio, Acciaroli, abbraccia non orgoglio un primato significativo: la perla del Cilento, per effetto dell’installazione delle opere di Riccardo Dalisi, è il primo porto d’arte contemporanea d’Italia.

“Totocchio”: questo il titolo dell’opera esposta in una cornice alquanto suggestiva dall’architetto, designer ed artista di origini potentine.

Tra i fondatori del movimento dei Global Tools che nasce come pura espressione del Radical design, Dalisi è un artista che non vanta solo esposizione di caratura internazionale, ma anche opere di riqualificazione del Rione Traiano, procreate sfruttando la cooperazione con gli artigiani locali e la costruzione della perentoria Torre residenziale in largo Molinari, nel quartiere Ponticelli che con i suoi 53,3 metri figura tra gli edifici più alti erti all’ombra del Vesuvio.

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L’opera esposta nel porto cilentano palesemente demarca l’influenza delle nozioni assimilate nell’ambito delle ricerche sulla caffettiera napoletana condotte dall’artista negli anni ‘80 e che lo portarono ad intrecciare un fitto interscambio con i lattonai ed i ramaioli di Rua Catalana. Ricerca che, tra le tante cose, portò alla produzione della macchinetta del caffè quotidianamente e comunemente utilizzata.

Questa ricerca, che è valsa all’artista il riconoscimento del Compasso d’oro nel 1981, ha, altresì, portato alla produzione di caffettiere di varie fogge e sculture che giocano con i sottintesi di quelle vecchie forme.

Dialisi ha conferito forma ed odore ad un oggetto magico, eterno, essenziale, indissolubile. E lo ha fatto addentrandosi nei sotterranei della storia d’un popolo, nell’anima di una città attraverso un processo di analisi storica e sociologica; la caffettiera si è animata, si è fatta produzione fantastica, espandendosi sempre più. Spingendosi sempre più lontano, alla conquista di nuovi popoli, scevra dal timore di fondersi con altre culture e di imparare e conquistare lingue nuove.

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Nel 1987 la caffettiera napoletana entra in produzione e Dalisi diviene internazionalmente noto.

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Riccardo Dalisi introduce nel design il folklore, la manualità artigianale, i materiali antichi. Nei suoi progetti, ha sempre concepito spazi modellati sulle forme viventi e sull’idea di trasformazione. Dalisi può essere definito un poetico inventore di oggetti e arredi che rievocano l’infanzia, la poetica del quotidiano, la libera espressione dell’arte. Ed ha saputo e voluto imprimere anche alla cornice acciarolese, così storicamente casta e conservatrice, una decisa, ma rispettosa impronta di poesia che s’incastra alla perfezione con l’armonia peculiare della costa che, a sua volta, con premurosa ed orgogliosa giovialità, le ospita.

 

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