Il nuovo modo di leggere Napoli

“L’angolo di Felix”: Empoli-Napoli, una luce in fondo al tunnel

di / 0 Commenti / 36 Visite / 14 settembre, 2015

20150913_106571_3Per il Napoli sembra che il tempo scorra invano. Dopo 15 giorni trascorsi a lavorare per cercare di correggere errori e migliorare i movimenti della linea di difesa, contro l’Empoli ieri, nel primo tempo, sembrava di rivedere un film horror.

I gol subiti dal Napoli hanno sempre la stessa matrice, sono frutto di errori individuali e di reparto che ormai cominciano ad acquisire una connotazione grottesca. I magnifici detrattori del professor Rafa accusato di non saper allenare la fase difensiva andrebbero interpellati oggi, adesso che il Napoli è allenato da un signore che è una sorta di replicante di Stakanov, per ascoltare le loro dotte dissertazioni che chiariscano i motivi per cui il Napoli continua a prendere gol.

Dopo 2 minuti di gioco è stato sufficiente un lancio di 40 metri lento e prevedibile dell’Empoli per sorprendere la difesa del Napoli che non è mai allineata per consentire all’ottimo Saponara (forse era Cristiano Ronaldo) d’involarsi verso la porta e di trafiggere l’incolpevole Reina.

Eviterei di soffermarmi sul secondo gol perché è ormai evidente che nella difesa del Napoli giochino degli elementi, che seppur ottime persone e correttissimi professionisti, siano al momento dal punto di vista calcistico impresentabili. A questo punto irrompe un interrogativo: ma l’allenatore si accorge di ciò che accade in campo?

Sicuramente sì!

Allora, perché non interviene e si assume la responsabilità di far sedere in panchina chi oggi in campo non può andare solo in forza di un blasone che però non aiuta a correre e ad essere rapidi?

La Roma per tentare di vincere fa sedere in panchina la sua Leggenda.

L’analisi di un’altra partita che a tratti ci è sembrata imbarazzante non può prescindere dall’esprimere un giudizio anche su altri aspetti tecnico-tattici che sono insufficienti.

Il centrocampo del Napoli non funziona. Purtroppo, Valdifiori non è in condizione, ma l’aspetto che maggiormente preoccupa è il disagio e la difficoltà che il giocatore mostra nell’impadronirsi del centrocampo. E’ comprensibile, in questo periodo dell’anno, avere poca autonomia nella gambe, ma la mancanza di personalità e di lucidità che si palesano in mezzo al campo sin dalle prime battute sono segnali da non sottovalutare.

In tutto questo deprimente grigiore per amore della verità è giusto scrivere anche ciò che di buono abbiamo visto.

Il Napoli del secondo tempo schierato con il 4-3-3 è sembrata una squadra molto più organizzata ed in grado di sfruttare meglio le proprie potenzialità. Con questo schema non ci è sembrato che il Napoli perdesse il baricentro o che non riuscisse a pressare il vertice basso dell’avversario, anzi, possiamo dire senza timore di smentite che in quel momento la partita è cambiata.

L’Empoli è stato costretto a rintanarsi nella propria metà campo e il Napoli ha inanellato azioni pericolose una dopo l’altra e solo la mancanza di lucidità nell’ultimo passaggio ha impedito ai partenopei di ottenere i meritati 3 punti.

Abbiamo già scritto dei gravissimi errori e dei deplorevoli ritardi di una dirigenza sempre più lontana dall’aspettative e speranze dei supporters napoletani e quindi essendo degl’inguaribili tifosi non vogliamo deprimerci per i 2 punti in tre partite né esaltarci per le performances d’Insigne che si avvia a diventare sempre di più Lorenzo il Magnifico, ma consapevoli di quanto sia difficile, tenteremo di esercitare l’attesa.

Un’attesa che non sarà silenziosa, ma attenta a comprendere tutti i segnali che arrivano da una squadra i cui colori generano sempre una palpitazione di cuore.

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