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17enne ferito a Mugnano: la verità dei familiari

di / 4 Commenti / 1721 Visite / 30 settembre, 2015

SparatoriaIn merito all’ultimo episodio di cronaca che ha macchiato di sangue le strade dell’hinterland napoletano, consumatosi durante il pomeriggio di ieri nei pressi dell’ipermercato Auchan di Mugnano, i media stanno “banchettando” sulla flebile carcassa di un 17enne, montando e gonfiano notizie tutte da provare.

Dall’accostamento alle realtà camorristiche egemoni nel quartiere dal quale il giovane proviene alle ricostruzioni volte a fomentare quel genere di suggestioni che “sanno fare notizia”, tante illazioni si stanno susseguendo nel corso di queste ore.

Dimenticando che nel mezzo c’è, comunque, una giovane vita che versa in gravi condizioni per effetto delle ferite arrecate da colpi d’arma da fuoco esplosi da un poliziotto fuori servizio.

Diventerà maggiorenne il prossimo 3 dicembre, Francesco, originario di Miano e tutto lascia presagire che il linciaggio mediatico al quale la sua immagine è sottoposta derivi dagli stereotipi riconducibili al contesto da quale proviene: quel rione Janfolla, patria del clan Lo Russo, ma con il quale la famiglia del giovane non ha alcun legame di parentela.

A far luce sulla confusionaria e concitata vicenda è una parente del 17enne che fin dalle ore successive all’accaduto sta battagliando per preservare la dignità di quel ragazzo e della sua famiglia: “La nostra è una famiglia di lavoratori onesti, “pulita”, senza precedenti penali.”

“Francesco ha due fratelli gemelli, lui e l’altro maschio lavorano fin da piccoli con il padre, notte e giorno. Francesco fa il panettiere ed è anche uno sportivo, pratica pugilato fin da piccolo.”

La donna, intervenuta per rettificare le notizie falsate ed infondate che in queste ore vengono accostate alla vita del 17enne, in relazione alla vicenda culminata nel ferimento dello stesso, definisce la rapina sfociata in tragedia: “una bravata di ragazzi.”

Questa la dinamica dei fatti riportata dalla famiglia del ragazzo: Francesco aveva da poco terminato il turno di lavoro, ieri pomeriggio, quando si è lasciato coinvolgere in quel colpo da mettere a segno nei pressi dell’ipermercato Auchan di Mugnano. A possedere l’arma era il complice del 17enne ed è stato lui a scendere dal motorino per puntare la pistola alla tempia del poliziotto fuori servizio per sottrargli lo scooter. Quando i due si sono allontanati ed erano a circa 20 metri di distanza, l’agente ha aperto il fuoco, mirando i colpi solo contro Francesco. Un proiettile ha raggiunto il giovane ad una gamba, l’altro al gluteo. Il ragazzo si è accasciato, ma l’agente non gli ha prestato soccorso. Ha continuato a cercare di mettersi sulle tracce del ladro fuggito in sella al suo scooter, denunciando l’accaduto dopo quasi due ore. La famiglia del 17enne non ha dubbi: se l’agente avesse ritrovato il complice di Francesco, non avrebbe denunciato il fatto.

Il giovane è stato soccorso da persone sopraggiunte sul luogo dell’accaduto ed è stato trasportato all’ospedale di Giugliano, dove è stato sottoposto ad un incalzante interrogatorio da parte di un collega del poliziotto coinvolto nella vicenda che intimava al giovane di confessare il nome del suo complice. Eppure il 17enne era ferito ed aveva bisogno di essere operato d’urgenza.

La parente del giovane afferma che i familiari hanno dovuto noleggiare un’ambulanza privata per trasportare Francesco all’ospedale Cardarelli. Lì è stato sottoposto ad un intervento chirurgico alquanto impegnativo: è stato necessario ricostruirgli la vescica e parte dell’intestino, spappolato dai colpi d’arma da fuoco ed hanno dovuto richiudergli l’ano. Il giovane, nelle prossime settimane, dovrà essere sottoposto almeno ad un altro intervento chirurgico.

“Per colpa di quell’uomo, Francesco dovrà convivere con la sacca intestinale esterna. – ha aggiunto la donna – I reati si puniscono con il carcere non con la vita. Ci tengo a precisare che Francesco non era un criminale né un ragazzo che aspirava a diventarlo. Si è lasciato trascinare dal ragazzo che era con lui che non conosciamo, non abbiamo idea di chi sia, perché non si tratta di una persona appartenente alla cerchia degli amici che frequenta di solito.”

 

 

4 Commenti

  1. ma stava rapinando un uomo io tutta quest’onestà non la vedo era cosciente e consenziente adesso come e’ giusto che sia paga sia fisicamente che per mano di legge……dopo questi fatti c’è sempre qualcuno che si sbatte in petto, ma prima questa persona dov’era, il ragazzo era solo e ha sbagliato.

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  2. le bravate che io facevo a 17 anni al massimo era qlk gavettone di certo non rapinavo persone..e sono della provincia nord di napoli..mia madre nn avrebbe avuto il coraggio di farsi vedere in pubblico dalla vergogna, napoli per colpa di qst gente è diventata una fogna…per me il poliziotto ha sbagliato perché lo ha solo ferito.siamo stufi di vivere d’ansia per causa di qst spazzatura umana…SIAMO FIGLI DI INA CITTÀ MALATA ALLA QUALE NESSUNO VUOLE DARE MEDICINE!!!

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  3. Se non sapete le cose non giudicate io il ragazzo lo conosco e anche bene come conosco i familiari e sono delle bravissime persono di sbagli ne facciamo tutti solo che qui siete tutti bravi a puntare un dito contro quando poi chiunque a potuto sbagliare nella vita e non credo che in questo mondo siamo tutti santi x questo dico invece di giudicare pensate anche che adesso x un errore stava x perdere la vita
    Cmq riprenditi presto kekko che qua ti aspettiamo tutti tvb piccolo uomo

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  4. anche il ragazzo è vittima della società, per fortuna non è morto e non ha ucciso. anch’io provengo dalla periferia vesuviana e mio padre Ciro “o fravecatore” mi ha permesso di studiare e mi ha dato valori sani ma sono consapevole che i nostri figli possono seguire esempi sbagliati anche se seguono i cosiddetti figli di gente perbene. Bisogna essere solo fortunati e sperare che il buon esempio che hai trasmesso sia recepito dai figli. parola di padre di 3 figli e appartenente alle forze dell’ordine.

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