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Sul Parco Verde di Caivano ritorna ad aleggiare l’incubo della pedofilia

di / 0 Commenti / 231 Visite / 17 novembre, 2015

Parco-verde-2Il Parco Verde di Caivano torna sotto le luci dei riflettori, irrompendo nuovamente sulla scena mediatica per (de)merito di quel feroce ed inumano volto violento che a più riprese già in passato ha mostrato.

Il parco degli orrori in cui l’infanzia viene misteriosamente e brutalmente violata.

Una coppia di conviventi è stata arrestata per i reati di violenza sessuale aggravata nei confronti della loro figlia di 3 anni. All’alba di oggi, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i carabinieri della Compagnia di Casoria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, nei confronti di M. F. e del suo convivente R. C. La donna è la mamma del piccolo Antonio, il bimbo di tre anni precipitato dalla finestra della sua abitazione all’ottavo piano un anno prima della tragica fine di Fortuna Loffredo, la bimba che aveva subito abusi sessuali e poi scaraventata nel vuoto la mattina del 24 giugno 2014. Le indagini sulla coppia sono scaturite proprio dall’inchiesta sulla morte della piccola Fortuna, che era stata vista viva l’ultima volta proprio nell’abitazione di M. F.

Gli investigatori hanno accertato che l’uomo avrebbe costretto la bambina a subire atti sessuali contro la sua volontà in presenza della madre, che non ha mai denunciato quanto avveniva nell’appartamento all’ottavo piano dell’isolato 13, palazzine popolari Iacp del parco Verde.

“Sono scioccata e senza fiato”, dice al telefono Mimma Guardato, la mamma di Fortuna, che aggiunge: “Avevamo avuto sempre sospetti che in quella casa ci fosse la chiave di lettura della tragica fine di mia figlia. Ora spero che gli arresti di questa mattina possano far accelerare l’indagine che riguarda la mia bambina”. Il Parco Verde di Caivano e il maledetto isolato 13, dove sono morti due bambini e sono stati anche arrestati altri due genitori che abusavano entrambi della figlia di 12 anni. Vicende che hanno fatto scattare l’allarme tra la popolazione, per la Procura “fatti autonomi” rispetto all’inchiesta sull’omicidio della piccola Fortuna Loffredo.

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