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A Castellammare di Stabia Santa Caterina tra tammurriata e tradizioni religiose

di / 0 Commenti / 514 Visite / 24 novembre, 2015

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Castellammare di Stabia.Torna nel Centro Antico la tradizionale festa di Santa Caterina d’Alessandria nell’omonimo rione nel cuore della città.

Quest’anno la nuova Amministrazione della Arciconfraternita di Santa Maria della Pietà e di Santa Caterina, che presterà giuramento la sera del 25 novembre giorno in cui cade la festività di Santa Caterina, oltre al consueto programma religioso, ha voluto organizzare, assieme all’Associazione Culturale Myo che ha sede proprio in via S.Caterina, e con il patrocinio morale della Città di Castellammare di Stabia, una festa per invitare i cittadini a riscoprire le strade dell’antico rione.

La sera del 25 novembre la strada di Santa Caterina sarà chiusa al traffico per permettere ai cittadini di passeggiare liberamente e visitare l’esposizione in strada delle opere degli artisti della Associazione Culturale Terre Scosse.

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A partire dalle ore 19, a conclusione del cerimoniale religioso, le strade del quartiere Santa Caterina si animeranno grazie al folklore  del gruppo“A Paranza r’o Lione” che proporrà uno spettacolo di suoni e balli di tradizione popolare campana.

“A Paranza r’o Lione” è un gruppo di ricerca e di recupero delle tradizioni musicali popolari e contadine del Centro e del Sud in particolare di quelle campane.La loro ricerca è orientata nella fattispecie al “Suono Canto e Ballo n’copp o tamburo” ovvero la classica tammurriata, espressione coreutico-musicale che ha come suo paradigma un antico e ciclico calendario contadino che si intreccia ad un percorso sacrale di feste e ritualità mariane .

Il gruppo, proporrà brani che narrano di devozione e di antiche feste contadine che proprio si esprimono attraverso la magica trilogia del suono, del canto e del ballo sul tamburo.

Ad un mese esatto dal Natale, la manifestazione sarà occasione per anticipare di un giorno la magia delle dodicina dell’Immacolata,devozione particolarmente radicata sul territorio stabiese che nella prime ore della mattinata del giorno successivo sarà aperta dalle suggestive voci votive di “fratielle e surelle”, istituite nell’Ottocento dal vescovo di Stabia Francesco Petagna e che ancora oggi  caratterizzano l’inizio delle feste natalizie a Castellammare.

 

 

 

 

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