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Mercato del falso: chi ci guadagna a fare il “pacco”?

di / 0 Commenti / 196 Visite / 27 aprile, 2016

mercato beni contraffatti
In principio c’era il mattone. Quello che gli scaltri venditori partenopei rifilavano agli ingenui acquirenti. Il pacco oggi si è evoluto, nello scambio il bene viene effettivamente consegnato, peccato che sia un falso. Ciò che è peggio è che molti acquistano tranquillamente i prodotti contraffatti senza problemi né preoccupazioni.

Si risparmia e in fondo le imitazioni sono molto simili ai costosissimi originali. Con questo balzo fatto per evitare costi troppo onerosi si finisce con il gonfiare le tasche della camorra. In pratica non c’è molta differenza ( sostanziale) tra chi compra la droga e chi prende una borsa d’alta moda a venti euro. Riempiono lo stesso forziere.
Il pacco è fatto e lo stato subisce se non inerme quasi, questo mercato milionario oltre che illegale. Certo ci sono, di tanto in tanto, ottimi risultati con i maxi-sequestri ad opera delle forze dell’ordine; ma sono fette molto piccole di una torta molto grande. Scarpe, borse e altri accessori a costi bassissimi e alla portata di tutti. Un mercato nero alla luce del sole; e il tutto avviene nella totale tranquillità dei vucumprà del tutto immuni alle multe. Non c’è contravvenzione che possa spaventare chi non è riconosciuto dallo stato italiano. Il problema è dei molti che hanno la partita Iva e sono nati e cresciuti in Italia, ma questo è un altro discorso.
Oltre ai sequestri la lotta al mercato nero è costituita dai “raid” ( che chiamarli tali può definirsi ironico) di alcune volanti della polizia municipale che passano sulle strade principali della città . Poco rischio per gli ambulanti i quali si disturbano solo a togliere momentaneamente i loro banchi improvvisati con cartone e legno. Come se l’azione della polizia fosse intenzionata a spaventare i possibili acquirenti piuttosto che ad arrestare i venditori.
Questi beni sono prodotti con materiali importati dalla Cina che il più delle volte non sono certificati C.E.
Da oggi sapete chi si intasca i quattrini per quella borsa “pezzotta” che s’abbina così bene alle vostre scarpe “tarocche”. Siamo davvero sicuri di voler arricchire quel cancro che è la camorra?

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