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Il significato che la camorra attribuisce ai fuochi d’artificio

di / 0 Commenti / 28859 Visite / 27 giugno, 2016

maxresdefaultUn agguato costato la vita a un nemico di spessore, un’imminente ed importante scarcerazione, l’arrivo di una partita di droga considerevole: sono solo alcuni dei significati che possono essere accostati a “certi” fuochi d’artificio.

Batterie di fuochi pirotecnici che infiammano il cielo nel cuore della notte, piazzate lì, in punti topici del quartiere o del rione, affinché il messaggio subliminale possa giungere forte e chiaro a tutti.

Agli affiliati del clan e i rivali, alla gente comune e, perché no, anche alle forze dell’ordine, per sottolineare che la camorra ama festeggiare anche e soprattutto quel genere di eventi che sanciscono l’ennesima sconfitta dello Stato.

Che i boss e i gregari del clan amino festeggiare le ricorrenze importanti per la famiglia, servendosi di spettacoli pirotecnici, è un fatto risaputo: nascite, battesimi, comunioni, matrimoni. E non solo.

Di recente e in maniera sempre più sfrontata ed eloquente, i clan stanno dimostrando di attribuire agli spettacoli pirotecnici anche altri e vari significati.

Ad esempio, tra i vicoli del centro storico, tra le batterie di fuochi d’artificio più “potenti” che hanno animato le ore notturne a ridosso di agguati in cui hanno perso la vita figure di spessore del contesto camorristico, spicca “il botta e risposta” avvenuto di recente nel Rione Sanità, maturato prima a suon di colpi di postola e poi sotto forma di spettacoli pirotecnici.

Una batteria esplosa nelle ore che seguirono la strage delle Fontanelle che lo scorso aprile costò la vita a Salvatore Vigna e Giuseppe Vastarella in un agguato messo a segno nel circolo ricreativo “Madonna Santissima dell’arco” nel Rione Sanità.

Una batteria altresì “importante” ha dato luogo ad un altrettanto eloquente spettacolo pirotecnico, sempre nel Rione Sanità, nelle ore serali successive all’agguato costato la vita a Raffaele Cepparulo, boss del clan dei Barbados, avvenuto lo scorso 7 giugno in un circolo ricreativo nel Lotto O di Ponticelli.

Ma la camorra, come detto, spara i fuochi d’artificio per dissipare in cielo diversi messaggi.

I fuochi d’artificio, così come le stese, rappresentano uno dei capisaldi più consolidati nell’ambito del linguaggio in codice dei clan.    

Le piazze di spaccio, tra centro storico e periferie, sempre più spesso sono illuminate dai bagliori dei fuochi d’artificio.

L’arrivo di una partita di droga importante viene sottolineato dall’esplosione dei “botti di capodanno”.

Da una recente indagine investigativa è emerso che le micce delle batterie pirotecniche vengono innescate dagli spacciatori che per primi ultimano la partita di droga.

Un messaggio esplicito per i fornitori, affinché provvedano a rifornire la piazza quanto prima per non lasciarla “scoperta” al quale si addiziona la compiaciuta gioia generata dalla vendita di tutta la “roba” che ha portato in tempi brevi al guadagno di laute somme di denaro.

La moda di comunicare con i fuochi d’artificio, a quanto pare, sarebbe nata in contemporanea alla faida di Secondigliano.

A Casavatore l’arresto di Paolo Di Lauro è stato festeggiato con oltre mezz’ora di fuochi pirotecnici visibili anche dai comuni limitrofi.

La cattura di Ciruzzo ’o milionario è stata festeggiata in città, oltre che in alcuni rioni di Secondigliano e Scampia.

La camorra è anche questo, la camorra è soprattutto questo: la capacità di camuffarsi servendosi delle “cose belle”, la capacità di “distruggere” soprattutto le “cose belle”.

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