Il nuovo modo di leggere Napoli

Il Vrenzolario scrive a Dolce&Gabbana!

di / 1 Commento / 4145 Visite / 7 luglio, 2016

220947024-57a5cecc-5098-45f2-a67e-2efc4bcb77eaCari Dolce&Gabbana,

Voi siete dei padreterni della moda mondiale, ma a Napoli i guru in materia siamo noi.

“Il Vrenzolario” non è una semplice pagina facebook, abbiamo creato un mostro grazie al quale la gente di tutto il mondo sta sfogando intolleranza e avversione verso tutto quello che voi definireste “trash”, ma che noi chiamiamo “vrenzolo” e “trappano”.

Avete scelto Napoli per festeggiare i vostri 30 anni e vi ringraziamo per questo, perché anche grazie a voi, il culto del “vrenzolo” a Napoli si conferma una moda senza fine, senza tempo e soprattutto senza pudore.

Non è colpa vostra, voi quando disegnate e create i vostri abiti, pensate alle ragazze milanesi, piene di bon ton e silicone, ma adesso che siete a Napoli, fermatevi a guardare le ragazze dei quartieri, le loro bocche fluo, l’animalier in tutte le sue forme, i carrarmati che diventano scarponi dai quali fuoriescono artigli pittati di colori improbabili e adornati con glitter e gingilli vari, “apparati” (ovvero abbinati) con quelli esibiti dalle unghie delle mani, capelli scambiati un po’ da tinture eccentriche un po’ dal mix di intrighi che si schiattano addosso e in testa quando vanno a prendere il sole al lido mappatella, piuttosto che tra i lettini che si portano di più tra il popolo trash, gli accessori “eccessivi”, per forme, quantità, dimensioni, colori, perché non devono “aggiungere” qualcosa, devono abbondare, “mettere acopp’” come si dice a Napoli, e soprattutto ci sono loro: i leggings che denigrano e sbeffeggiano la dignità umana, oltre che quella femminilità che vi affannate tanto a valorizzare. Ecco, questo capolavoro di “virile grazia” è anche merito vostro.

E non dimentichiamoci dei “cuozzi”: è tutta colpa vostra se le nostre spiagge sono invase di comodini e scaldabagni con i costumi a mutanda! Quella famosa pubblicità ha fatto esplodere la voglia di esibire il pacco, a qualsiasi costo, perché “fa moda”.

Il crocifisso appeso al collo, le canotte improponibili, i pantaloni a zampafosso, il mocassino colorato, piuttosto che la scarpa da ginnastica modello Rocky-Balboa. Di tutto e di più si registra tra le strade di Napoli, nelle “scene di alta moda” che tutti i giorni sfilano tra i vicoli della città.

Se sperate che la vostra festa possa portare un po’ di buon gusto tra le vrenzole, deponete le armi: cari Dolce&Gabbana è più probabile che le vrenzole infettino voi e che la vostra prossima collezione rischi seriamente di essere un tributo alla vrenzolamma napoletana… per la nostra gioia!

Un Commento

  1. Sinceramente? Trovo questo intervento fuori luogo sebbene il Vrenzolario mi abbia fatto sorridere più di una volta. Sono contenta che una delle case stilistiche più rinomate al MONDO abbia scelto Napoli per festeggiare 30anni di moda, per somma invidia di tutta l’Italia che non vuole menzionare l’evento. Non era il caso di ironizzare in questo modo(parer mio), una volta tanto siate orgogliosi di essere napoletani.

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