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“Galleon”: il primo album da solista di Dj Uncino che celebra 30 anni di hip hop in Campania

di / 0 Commenti / 178 Visite / 17 luglio, 2016

maxresdefaultDj Uncino è un’autentica pietra miliare della scena hip hop napoletana, un dj e producer che dagli anni ‘90 a oggi, non ha sbagliato un bit, anzi, continua a dettare e scandire i tempi evolutivi di uno stile sul quale riesce prontamente a cucire una veste inedita, mai banale e sempre coinvolgente.

Classe 1978, dal 95′ promotore di tantissimi eventi e supporter di una gran fetta di artisti della scena hip hop campana, Dj Uncino vanta un’esperienza musicale vissuta da grande protagonista, non solo tra le mura della Campania.

Lo scorso aprile, Dj Uncino ha “buttato fuori” il suo primo album da solista, completamente autoprodotto da Ammontone studio.

Il disco si chiama Galleon e nasce da un’esigenza personale, – spiega Dj UncinoNapoli è sempre stata una città all’avanguardia per quanto riguarda l’hip hop sotto qualsiasi forma artistica, una città che marca quasi 30 anni di questo stile e, secondo la mia ottica, mancava un dj che celebrasse questo trentennio unendo tutti i rapper in un unico disco. Per questo motivo, “Galleon” è un disco che può essere definito “un contenitore”. Chi non mastica questo genere, ignora la differenza che intercorre tra dj e producer, ovvero, tra chi fa solo composizioni musicali e chi va a suonare nei club, passa i beat alle battle e i break-funk per i breakers.

Non c’è un dj e producer campano, che ha unito tutti gli esponenti di rilievo dell’hip hop campano in disco. Dj Tayone è il king indiscusso, oltre che il mio mentore sotto tanti aspetti, mi sono anche ispirato a lui per le performance live, è molto eclettico e passa da un genere all’altro, ma lui fa elettronica, ha portato la sua evoluzione nel concetto dell’elettronica, gli altri dj che mi hanno preceduto, hanno avuto un percorso artistico stupendo, però, concretamente nessuno ha mai creato un contenitore simile che comprenda anche più sfaccettature musicali, che non è solo hip hop classic o moderno, piuttosto un prodotto musicale che racchiude tutto quello che esprime questi 30 anni di hip hop in Campania.

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Com’è nato “Galleon”?

“Un progetto musicale senza dubbio ambizioso, maturato in circa un anno e mezzo di lavoro. In questi 21 anni di attività dedicati all’hip hop come movimento culturale, non solo come filone musicale, ho avuto a che fare praticamente con tutti, questo mi ha facilitato un po’ il percorso, c’è stata la semplicità di voler contribuire da parte degli artisti chiamati in causa. Poi quando ho spiegato il progetto sono rimasti tutti allettati.

Inizialmente, pensavo a un titolo tipo “Arca di Noè” per esprimere il desiderio di salvare il salvabile in mezzo a questo caos di business e maggior, invece, man mano che lo costruivo, ho visto che prendeva una piega bella, quindi, non c’era bisogno di salvare niente e nessuno, spontaneamente tutti “i pirati” coinvolti erano già “stilosi”. All’interno del disco, che secondo molti risulta estremamente versatile, si nota proprio quello che volevo: la diversità degli stili, in ogni band o artista trovi uno stile differente dall’altro e questa è una peculiarità esclusiva della Campania, grazie all’impronta distintiva che viene conferita dai dialetti.

Napoli contenitore hip hop, Campania contenitore di stili esclusivi che differiscono l’uno dall’altro, siamo un’isola che il resto dell’Italia può guardare solo da lontano: questo il messaggio che intendevo divulgare attraverso questo disco e credo di esserci riuscito.”

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Chi sono gli artisti che figurano in “Galleon”?

“Il disco contiene l’élite della musica campana: dalla main stream alla foundation: Rocco Hunt, Clementino, i 99 Posse, Speaker Cenzou, La Famiglia, Lucariello, poi ci sono tutti gli emergenti: Pepp-Oh, La Pankina Krew, e, infine, la via di mezzo: Ganjafarm, Dope One, i Fuossera, c’è tutto, da Napoli a Salerno, anche una rappresentanza di Caserta, con Terrorista e Enzo Bless. La copia fisica rispetto al digitale contiene in più il brano “La direzione” di Rocco Hunt e Valerio Jovine.

La cover e i disegni sono stati realizzati da Zeus 40, un writers del tim Wild Boys uno dei più rinomati d’Europa, tra l’altro di San Giovanni a Teduccio, un autentico fratello per me. Così come il progetto grafico è a cura di Rob.Shamantide della Ganjafarm Cru, un altro fratello.”

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Quel è stata la risposta del pubblico?

“Il disco è ufficialmente in sold out, una soddisfazione immensa per “Ammontone”, un’associazione ed etichetta indipendente, il piccolo mondo musicale mio e di Andrea Esposito, ovvero, “O’ luong”. “Galleon” è un disco totalmente autoprodotto, che abbiamo lanciato sul mercato attraverso una distribuzione parallela in negozi di amici, dedicati all’hip hop come concetto culturale, dall’abbigliamento ai punti vendita in cui i ragazzi vanno a comprare le bombolette.

Abbiamo stampato solo 500 copie, vendute nel giro di un paio di mesi, quasi sicuramente a settembre usciremo con una stampa di un centinaio di pezzi in limited Edition.”

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Qual è la critica di Dj Uncino al disco di Dj Uncino?

“L’unica sbavatura è legata al mega party di presentazione del disco che avrebbe dovuto aver luogo lo scorso 24 aprile a Napoli centro, purtroppo le condizioni meteorologiche avverse non ci hanno permesso di farla in piazza del Gesù, avremmo immortalato una delle serate più belle del 2016.

Tutti i siti nazionali che si occupano di hip hop si sono interessati a me e al disco, pensare che questo progetto abbia coinvolto anche le realtà oltre la Campania, non può che rendermi orgoglioso e soddisfatto.

Sono più dj che compositore, pertanto avevo le mie indecisioni e paranoie, legate a questo disco, ma i fatti mi hanno smentito.”

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