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Seminare amore per il territorio: la missione dell’XI edizione di Equinozio d’Autunno

di / 0 Commenti / 112 Visite / 2 settembre, 2016

DSC_0033webGiovedì 1 settembre nel Comune di San Giovanni a Piro si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione dell’XI edizione di Equinozio d’Autunno.

In apertura il Sindaco Ferdinando Palazzo ha sottolineato l’importanza di una manifestazione che è stata difesa, nonostante i tagli economici, e che assume la veste di un percorso culturale caratterizzato da spettacoli musicali ma non solo. Si sofferma così sulla cultura del ritorno, dell’accoglienza e del viaggio, temi fondanti di questo Equinozio. E quindi di quelle esperienze che si maturano durante il viaggio e si possono spendere poi nella propria terra. È per questo– dichiara il primo cittadino- che si è cercato il coinvolgimento di ragazzi che si esprimono lodevolmente sul nostro territorio, oltre alla partecipazione, voluta fortemente, di una voce come quella di Alessandro Sorrentino che ricorda le radio libere e gli anni più belli della nostra storia contemporanea.

La parola passa al Vicesindaco Sorrentino che ringrazia tutti gli attori istituzionali coinvolti che hanno accompagnato il Comune capofila di San Giovanni a Piro, in particolare la Regione Campania e l’Ente Parco, e i cinque comuni partners: Casaletto Spartano, Tortorella, Laurito, Futani e Sassano. Il merito di Equinozio, dichiara inoltre il vicensindaco, è quello di aver contribuito a creare delle maestranze locali, realtà che si sono consolidate nel tempo in campi specifici: si riesce così a dar vita a manifestazioni che non hanno nulla da invidiare a festival di ordine nazionale o internazionale (maestranze della comunicazione, della produzione, degli allestimenti, degli impianti). Un richiamo “doveroso” va inoltre a quella sensibilità lasciata alla nostra comunità dalla figura del pintor Ortega a cui sarà dedicata la due giorni di Bosco che contempla il concerto di Teresa De Sio (7 settembre) e terminerà con il conferimento del Premio Ortega e il concerto dei La Maschera (8 settembre). All’interno della rassegna, iniziata il 25 agosto con James Senese a Laurito, Sorrentino evidenzia infine due esperienze particolari. La prima educativo- istituzionale: un workshop, organizzato dalla Lega Navale, di architetti e geometri che vedrà riunirsi a Scario oltre 100 professionisti del settore pronti a confrontarsi sui diversi modi di intendere il territorio. La seconda, emozionale, prevede l’istituzione di “una strada di Equinozio”: ogni artista lascerà la propria firma su calchi che raccoglieranno man mano il sigillo dei vari ospiti.

La conclusione spetta al direttore artistico della kermesse, Don Gianni Citro, il quale parte dal tema “I ritorni”: La comunità sangiovannese, più di altre, vive in maniera particolarmente forte e significativa il legame con chi è andato e fa ritorno nella propria terra. La sua riflessione non può non soffermarsi sui giovani che spesso vanno via e scelgono di vivere in posti che preferiscono rispetto a quelli della loro origine. È questo l’argomento vivo e centrale dei “ritorni”. Questa edizione quindi vuole segnare una cultura dell’amore per dei posti, per delle radici, per una terra che non è stata scoperta a sufficienza, fino in fondo. Questi espatri non hanno lo stesso stile di quelli di cinquant’anni fa. Oggi c’è un depauperamento dei territori. Equinozio vuole assumere questa missione: seminare amore per il territorio.

Passando alla specificità degli eventi, il direttore artistico parla di Festival panoramico dalle pagine autorevolissime: da Senese a Nada ( 11 settembre – Scario) che non si è mai fermata, dando vita oggi ad un progetto di assoluta avanguardia con i A Toy’s Orchestra, all’hip hop di Gemitaiz (6 settembre – San Giovanni a Piro), artista molto stimato a livello nazionale e internazionale, ai La Maschera, progetto molto interessante, che pone questo gruppo tra gli eredi di Pino Daniele a Napoli, a Sergio Cammariere che sarà in concerto il 30 settembre nel porto di Scario. Uno di quegli artisti che stanno in una nicchia, lo definisce Don Gianni: il suo prodotto è già storia della musica. E il festival si concluderà così, con questa intensa pagina della storia della musica italiana.

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