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Perugia: espulsa colf. Studiava l’Isis sul web

di / 0 Commenti / 81 Visite / 25 settembre, 2016

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Il Ministero degli Interni ha disposto il decreto di espulsione nei confronti di una donna, 44 anni, di origine marocchina, da anni residente regolarmente a Perugia. Su di lei grava l’accusa di terrorismo.

Secondo quanto riferito dalla polizia, la donna si stava silenziosamente istruendo sul web, ed era vicina all’ideologia dell’Isis quando è stata bloccata. Inoltre, secondo gli investigatori non si può escludere che la donna avrebbe potuto agire.

Già da alcuni mesi la polizia era sulle sue tracce: le indagini, coordinate dalla procura di Perugia, sono nelle mani della Digos del capoluogo umbro, in particolare per comprendere quali reali intenzioni avesse la donna e se ci siano inoltre coinvolgimenti di altre persone.

Dalle indagini è emerso che la radicalizzazione della donna era cominciata da poco, navigando su internet. La 44enne si stava indottrinando da autodidatta, leggendo e guardando video su come costruire ordigni rudimentali, filmati con violenze nei confronti di “miscredenti”, tra cui alcuni bimbi. I magistrati hanno dato il loro nulla osta all’espulsione controfirmata dal ministro degli interni Angelino Alfano e la marocchina è stata così rimpatriata.

Nessun coinvolgimento invece per le famiglie presso le quali era impiegata, né delle altre due donne con le quali condivideva un appartamento a Perugia.

È stata espulsa in esecuzione di un mio decreto, una cittadina marocchina di quarantaquattro anni, rimpatriata con un volo partito da Fiumicino e diretto a Casablanca”. Questo è quanto ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano in merito al decreto di espulsione eseguito nei confronti della donna che da anni risiedeva in Italia e che lavorava come colf a Perugia. E ancora: “aveva manifestato chiari segnali di radicalizzazione religiosa, dichiarando la propria vicinanza all’ideologia dell’Isis e pubblicando sul suo profilo Facebook contenuti pericolosi“, conclude il Ministro Alfano.

Il titolare del Viminale ha inoltre aggiunto che: “Per il nostro Paese la strategia della prevenzione è fondamentale, e proprio su questo fronte siamo impegnati con determinazione e costanza”.

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