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Catania: bimbo di 2 anni aggredito dal cane di famiglia

di / 0 Commenti / 431 Visite / 30 settembre, 2016

1475168111484.jpg--bimbo_azzannato_da_cane_nel_catanese__e_in_prognosi_riservataAci Sant’Antonio (Catania): Un bambino di 2 anni e mezzo è stato azzannato dal cane di famiglia. Il piccolo, già operato, non sarebbe in pericolo di vita anche se al momento resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Cannizzaro di Catania.

A portarlo al Pronto soccorso dell’ospedale è stata la mamma che insieme ai medici ha ricostruito la dinamica dell’aggressione.

Si tratta del secondo episodio in poco più di due mesi. Ricordiamo infatti che nel mese di agosto un bambino di 18 mesi è stato sbranato da uno dei due Dogo argentini di proprietà del padre a Mascalucia, sempre nel Catanese.

Il bambino, vittima di quest’ultima aggressione, è stato sottoposto ad un delicato intervento di chirurgia plastica nonostante i medici lo considerano fuori pericolo di vita. Ha riportato inoltre ferite al viso, una gamba e ad un piede. Il bimbo e i genitori abitano a Pennisi, una frazione di Aci Sant’Antonio.

Ancora da chiarire le dinamiche dell’accaduto. Dopo il referto dei sanitari del pronto soccorso, è stata presentata una denuncia alle forze dell’ordine.

Come si evince da molte notizie di cronaca, questo non rappresenta un caso isolato. E’ importante monitorare bene la “convivenza” tra cani e bambini, seguendo alcuni consigli qui riportati: «I bambini non vanno mai lasciati da soli con cani di grossa taglia, soprattutto come quelli di 40-50 chili di peso, e selezionati per la caccia grossa, che hanno un forte istinto predatorio». A sottolinearlo è il presidente dell’Osservatorio italiano cani mordaci, Salvatore Montemurro che rileva come «un bambino piccolo deve imparare a comunicare con un cane e viceversa, in modo che il linguaggio sia compreso a vicenda».

L’esperto ha spiegato infatti come non bisogna mai sottovalutare la potenziale pericolosità di un cane e che chi acquista un cane di una razza potente, prestante, ha necessità di essere seguito da addestratori professionisti per imparare a dialogare con l’animale. Spesso accade invece che il padrone medio non è addestrato, e si verificano così fraintendimenti che talvolta posso sfociare in vere e proprie tragedie.

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