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Referendum costituzionale, scoppia il caso delle matite cancellabili: denunce dai seggi di tutta Italia

di / 0 Commenti / 121 Visite / 4 dicembre, 2016

1480852964566-jpg-referendum__scoppia_il_caso_delle_matite_cancellabili“Avviso per chi vota! La matita che vi forniscono per votare è cancellabile! Portatevi una gomma e provate se il voto non si cancella. In caso contrario chiamate le autorità competenti e denunciate”: tutto è iniziato poche ore prima dell’apertura dei seggi, per effetto di questo messaggio, diramato attraverso whatsapp e i social network, per avvisare gli elettori in merito alla potenziale inefficacia delle matite date in dotazione ai seggi, invitandoli a recarsi alle urne muniti di gomme cancellanti per appurare l’attendibilità del voto espresso.

A tenere banco in queste ore, pertanto, è la psicosi delle matite cancellabili, generando da Nord a Sud proteste ai seggi, casse di lapis sostituite, inviti ad aprire gli occhi sulla possibilità di brogli e spiegazioni inascoltate.

Nel pomeriggio, mentre in rete impazzano le segnalazioni dai seggi di tutta Italia, giunge la nota del Viminale: “Le matite cosiddette ‘copiative’ sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale. Le Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti”.

Una nota e delle spiegazioni che non bastano a rasserenare gli animi, mentre continuano a farsi sempre più incalzanti le segnalazioni che raccontano di tratti cancellabili o dell’uso nei seggi di matite non copiative o più vecchie dei cinque anni indicati dall’Interno. Tantissimi gli elettori che si stanno recando ai seggi realmente armati di gomma per cancellare, tra questi spicca il nome di Piero Perù e ha denunciato quanto segue su facebook: “La matita che ho usato per votare era cancellabile. Dopo aver provato su un foglio e averlo constatato ho denunciato la cosa al presidente del mio seggio”.

Quella del cantante toscano, non è una denuncia isolata. Simili segnalazioni impazzano dai seggi di tutta Italia.

In Liguria un elettore fa registrare la sua denuncia dal presidente del seggio di via Linneo a Rivarolo, dopo aver avvertito i carabinieri presenti, per la presenza di due matite datate 2005 e di una datata 1995 che lo avevano insospettito dopo l’allarme diffuso sul web. Steso il verbale, il presidente del seggio ha fatto cambiare le matite con altre datate 2013, fornite dal ministero, anche negli altri seggi della struttura, la scuola Morante di Genova. Momenti concitati anche nel seggio dove vota Beppe Grillo, a Sant’Ilario, nella scuola Marsano, su segnalazione di un altro elettore. Il presidente di seggio, secondo quanto riferisce la Prefettura di Genova, ha allertato il Comune che ha rivolto la segnalazione all’organo di governo.

La psicosi matite cancellabili si abbatte anche sui seggi del litorale romano, con prove “su strada” della regolarità dei materiali.

A Napoli in un seggio è intervenuta anche la polizia, sollecitata da una elettrice. Riferisce il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: “Sollecitati da decine di cittadini siamo andati nel seggio 6, nell’Istituto Palizzi (…) e, effettivamente, abbiamo constatato che ci sono state diverse denunce del genere, proteste e una segnalazione, quella della signora A.A., è stata anche verbalizzata dal presidente di seggio. La signora ha anche detto che andava a denunciare il tutto in Questura. Così come chiesto da tanti cittadini, non si capisce perché si continuino a fornire le matite per il voto invece di usare strumenti non cancellabili così facilmente” aggiunge Borrelli.

A Salerno, una signora sessantenne si è presentata al seggio nella scuola Tasso armata della sua gomma per cancellare. Espresso il voto, si è quindi rivolta al presidente del seggio asserendo che il tratto lasciato dalla matita poteva essere alterato. Ne è nata una piccola discussione che si è conclusa solo quando la signora è andata via. Secondo quanto si è appreso non è stata presentata denuncia. La donna avrebbe detto che sui social network si è diffuso un allarme per eventuali schede alterate proprio in seguito a cancellazioni. Analoga vicenda nella zona orientale della città, dove al seggio 124 una signora aveva chiesto di votare con la propria matita temendo che quelle fornite dal ministero potessero essere facilmente cancellate. La presidente del seggio non glielo ha permesso. Anche in questo caso, la signora ha citato la notizia diffusa sui social.

Singolare quanto accaduto al seggio 17 dell’Istituto d’Arte di Isernia. Un’insegnante di 60 anni ha notato che la matita fornitale per il voto era identica a quelle copiative regolamentari, ma più sottile. Insospettita, ha provato a cancellare il suo voto sulla scheda referendaria nell’urna e si è accorta che il segno non era indelebile.

Intervento della Digos, sequestro e sostituzione delle matite e seggio chiuso una quindicina di minuti. Digos in azione anche a Catania, per la verifica delle molteplici segnalazioni sulle matite cancellabili dai seggi e segnalazione delle “irregolarità” alla Prefettura etnea, competente per la specifica cancelleria.

Tre lotti di matite sono stati sostituiti nei seggi allestiti alla scuola “Dante Alighieri” di Catania. La vicenda investe anche la provincia di Agrigento: nella sezione 52 della scuola “Federico II”, del Villaggio Mosè una elettrice ha chiesto l’intervento della Digos, così come in un seggio a San Biagio Platani. Sul caso delle matite cancellabili cala quindi l’esposto annunciato dal Codacons, dopo aver ricevuto “da tutta Italia denunce circostanziate – spiega il presidente Carlo Rienzi -, che meritano la dovuta attenzione, per capire se la possibilità di cancellazione riguardi solo i tratti lasciati su normali fogli, o se sia possibile cancellare e/o modificare anche i voti sulle schede elettorali. Per questo chiederemo domani a 140 procure di aprire indagini relative ai seggi sul territorio, per raccogliere le denunce degli elettori e verificare il rispetto delle disposizioni vigenti e la piena regolarità del voto”.

La nota del Viminale chiarisce quanto segue: “Le matite cosiddette ‘copiative’ sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale”. Il Viminale in media ogni anno ne acquista un certo numero, basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno. Nello specifico, quest’anno il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta LUCA srl – aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico – che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. Di queste 130 mila, per esempio, quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative”.

Il ministero dell’Interno precisa ancora che le Prefetture “possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti. Si utilizzano matite prodotte da Faber-Castell almeno da cinque anni”.

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