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“Donne e camorra”: la sorella del boss a capo del clan Amato-Pagano

di / 0 Commenti / 1176 Visite / 17 gennaio, 2017

pagano-u46000462893821ahf-u46040581800032khg-1224x916corrieremezzogiorno-web-mezzogiorno-593x443 La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone ritenute contigue al clan Amato-Pagano di Napoli, i cosiddetti “scissionisti” della periferia a nord del capoluogo campano. Arresti anche in Spagna.

Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e di associazione per delinquere finalizzata al traffico di quantitativi di sostanze stupefacenti.

Le indagini della Squadra Mobile, che si è avvalsa del supporto del Servizio Centrale Operativo, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e dell’Interpol, hanno riguardato due distinte organizzazioni criminali che si sono spartite la gestione del mercato all’ingrosso della cocaina e hashish nell’area a nord di Napoli.

Il clan Amato-Pagano, costituito in origine dagli “scissionisti” del clan Di Lauro, non controlla più in regime di monopolio nell’area nord di Napoli il traffico di cocaina, ma agisce in concorrenza con un altro gruppo criminale, le “Cinque famiglie di Secondigliano”, che utilizzano canali alternativi di approvvigionamento della droga creati dal pregiudicato Mario Avolio, 51 anni, ex esponente di spicco degli”scissionisti”.  

Questo è quanto accertato le indagini della Squadra Mobile di Napoli, che stamattina, 17 gennaio, ha eseguito 17 arresti (14 in carcere, 3 ai domiciliari) nei confronti di altrettanti sospetti affiliati alle due organizzazioni camorristiche. Sotto la guida di Rosaria Pagano, 52 anni, moglie di Pietro Amato, fratello del defunto boss degli “scissionisti” Raffaele Amato, e madre di Carmine Amato, già indagato in diversi processi di camorra, il clan Amato-Pagano, tuttavia è riuscito a mantenere quote importanti nello spaccio di droga nella periferia nord di Napoli, e tendeva a riaffermare la propria supremazia. Le indagini della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla DDA, che si sono avvalse delle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno anche individuato beni ed attività economiche nei quali sono stati investiti dal clan i profitti del traffico di droga. La DDA ha chiesto il sequestro preventivo di quote societarie, conti correnti, depositi bancari e beni immobili riconducibili a referenti delle due organizzazioni criminali.

La polizia ha arrestato Rosaria Pagano, esponente del clan camorristico Amato Pagano, uscito vincente dalla faida di Scampia che controlla il traffico di stupefacenti a Napoli e in buona parte dell’area metropolitana della città.

La donna, trovata dagli agenti a casa dell’amante, è apparsa tranquilla: “State calmi, noi siamo Amato Pagano e sappiamo come comportarci”, ha dichiarato.

Nella casa di Rosaria Pagano sono stati trovati beni di altissimo valore come oro, televisore al plasma e una palestra.

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