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Meningite: 36enne muore all’ospedale Cardarelli di Napoli

di / 0 Commenti / 89 Visite / 18 gennaio, 2017

Napoli-20enne-morta-allospedale-Cardarelli-durante-aborto-ispettori-in-arrivo-dal-ministero Un’altra morte per meningite nel napoletano.

Il decesso è avvenuto all’ospedale Cardarelli di Napoli dove un uomo di 36 anni è arrivato al pronto soccorso in stato di coma e in imminente pericolo di vita.

Sono state attivate, come da protocollo, tutte le profilassi necessarie mentre il direttore generale Verdoliva ha precisato che non esiste al Cardarelli alcuna emergenza a seguito di questo caso: “Ogni operatore sanitario o soggetto entrato in contatto con il paziente all’interno dell’area di competenza dell’azienda ospedaliera è stato sottoposto a profilassi antibiotica. Allo stesso modo è stata effettuata la bonifica dell’ambiente grazie ad una corretta areazione della struttura interessata e sono state già allertate le autorità sanitarie competenti”.

I medici, secondo Verdoliva, hanno individuato immediatamente la natura dei sintomi ma nonostante questo “non è stato possibile stabilizzarne le funzioni ormai irrimediabilmente compromesse”.

“Abbiamo avviato la vaccinazione gratuita per il vaccino tetravalente sia per bambini che hanno fatto il vaccino e devono fare il richiamo, sia per i giovani fino a 18 anni. Una campagna che stiamo facendo noi, non i commissari alla sanità”. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, spiegando che la Regione “viene incontro alla preoccupazione dei cittadini”. Sulla meningite, però, De Luca ha ricordato che “la nostra situazione è tra le migliori d’Italia e al Cotugno si lavora con esiti straordinari, con capacità professionale di eccellenza nazionale di cui spero che si parli sempre di più, al di là della foto di Nola che ha sporcato la nostra immagine”.

De Luca è tornato poi anche sulle polemiche per i pazienti visitati in terra all’ospedale di Nola: “Quello che è accaduto a Nola – ha detto – è successo in tutta Italia ma non se ne è parlato. Io sono d’accordo che quando arriva un paziente devi garantire il servizio in qualsiasi modo e la mia gratitudine va ai medici, ma non ai responsabili del pronto soccorso, su quello dobbiamo andare avanti. Ora che dobbiamo fare? Lo domando a tutti da Roma, a Napoli e Nola. Ora che facciamo? Niente? Invece bisogna andare avanti fino in fondo e sanzionare”.

 

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