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Roberto Benigni querela “Report”

di / 0 Commenti / 82 Visite / 18 aprile, 2017

benigni_report Roberto Benigni e Nicoletta Braschi hanno deciso di querelare i responsabili della trasmissione Report, tra cui Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, per aver diffuso notizie “false e gravemente diffamatorie” nel corso della puntata andata in onda durante la puntata dello scorso 17 aprile su Rai3. Il tema trattato erano i fondi stanziati a favore del cinema dallo Stato e si è parlato anche del progetto dell’attore di trasformare gli studi che si trovano vicino a Terni, a Papigno, dove sono stati realizzati film come La vita è bella.

Secondo quanto dichiarato dai giornalisti di Report, l’idea era di dare vita a una realtà in grado di fare concorrenza agli studios di Cinecittà, ma sarebbero andati perduti ben 16 milioni di euro, tra cui anche i finanziamenti pubblici stanziati a sostegno dei cambiamenti. Gli avvocati del regista avevano anche diffidato la messa in onda e contestato che le cifre riportate nella ricostruzione sono totalmente errate. La regolare messa in onda del servizio di Report ha quindi portato alla decisione di procedere per vie legali.

Nell’inchiesta, «Report» ha raccontato la vicenda degli studi di Papigno, in Umbria, dove Benigni ha girato «La vita è bella» e «Pinocchio». Un polo cinematografico che – secondo il programma di Rai3 – avrebbe goduto di 16 milioni di euro di finanziamenti pubblici. «Quello che contestiamo – spiegano i legali di Benigni – è che l’operazione imprenditoriale si sia basata su fondi pubblici e che Benigni sia poi “scappato” per non sopportarne i costi. In realtà non è vero che l’operazione ha goduto di finanziamenti pubblici, perché la ristrutturazione è stata fatta a spese di Benigni. E non è vero che il nostro cliente è scappato di fronte al mancato rilancio di Papigno, quando poi gli studi sono stati rilevati da Cinecittà Studios, società di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle. La ristrutturazione è costata 7,4 milioni a carico di Benigni; Cinecittà Studios ha “comprato” 5 milioni di credito; Benigni deve ancora riscuotere 1,1 milioni. Dunque ci ha rimesso. Lo stesso Benigni ha detto ai microfoni di “Report” “non si sa quanti soldi ci ho perso”».

«Non abbiamo mai detto che Benigni ha usufruito di finanziamenti pubblici per ristrutturare gli studi di Papigno. I 10 milioni di fondi pubblici, citati dal sindaco di Terni, sono serviti per bonificare e sistemare il contesto intorno all’operazione». A precisarlo è Sigfrido Ranucci, curatore di «Report», interpellato dopo l’annuncio di querela da parte dei legali del premio Oscar. Il programma, continua Ranucci, «ha dato conto del fatto che Cinecittà Studios ha di fatto “rilevato” i 5 milioni investiti da Benigni nella società, pur pagandone solo 3,9, come ha precisato una nota del legale di Benigni che abbiamo letto. Abbiamo poi sostenuto che quel debito rischiamo di pagarlo noi, se dovesse andare in porto la trattativa per riportare Cinecittà sotto l’egida dello Stato».

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