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La replica del Quirinale all’appello del 26enne disabile di Anacapri impossibilitato a raggiungere il Belvedere

di / 0 Commenti / 128 Visite / 20 febbraio, 2018

Belvedere Anacapri negato a disabileChristian Durso e un 26enne originario di Agropoli, ma residente ad Anacapri, affetto da una grave patologia degenerativa muscolare che lo vede costretto su una sedia a rotelle e che per questa ragione ha avviato una sentita battaglia per abbattere le barriere architettoniche che rendono inaccessibile ai disabili uno dei luoghi più suggestivi dell’isola azzurra: il belvedere della Migliera che giace sulla punta estrema della parte alta di Anacapri.

Il giovane attraverso i social ha diramato una lunga nota accompagnata da diverse foto denunciando che un anno fa aveva richiesto all’amministrazione di Anacapri di poter accedere al Belvedere. Nessun riscontro dalle istituzioni, grande supporto dai media che rilanciano e divulgano il suo appello.

Tra il suo desiderio di poter contemplare uno dei paesaggi più suggestivi dell’isola e la possibilità di farlo s’interpongono solo 4 gradini.

Nei giorni scorsi, Christian ha diramato un messaggio al presidente della Repubblica attraverso la pagina facebook “Comitato Nazionale Eco di un Orizzonte”.

Dal Quirinale è giunta una risposta all’appello di Christian. La prefettura di Napoli ha scritto al Comune chiedendo di “esperire ogni consentita iniziativa di sostegno” a favore delle istanze del giovane.
La risposta della prefettura è stata protocollata in municipio il 12 dicembre scorso, ma a distanza di due mesi non si muove ancora nulla. La posizione del sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, è la seguente: gli scalini “non potranno essere rimossi se non dopo che la sovrintendenza ai beni ambientali avrà approvato un percorso sicuro e alternativo a quello esistente”. Secondo Christian basterebbe una passerella di legno, ipotesi che però finora non è stata presa in considerazione. Così il 26enne, affetto da una patologia degenerativa muscolare, si vede “negato il diritto alla bellezza e all’uguaglianza con gli altri cittadini. A dieci metri dal belvedere – come scrisse il giovane a Mattarella – devo tornare indietro, sentendomi ogni volta sconfitto e deluso”.

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