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Tifoso juventino insorge contro la Pizzeria Porzio: la replica di una napoletana bianconera è da applausi

di / 0 Commenti / 531 Visite / 12 aprile, 2018

img-20180412-wa0004E’ successo di tutto ieri sera tra Juventus e Real Madrid. Nel primo tempo doppietta di Mandzukic, nella ripresa tris di Matuidi dopo un gentile regalo di Navas. Nel recupero l’arbitro Oliver concede rigore agli spagnoli e Buffon viene espulso per proteste. Il gol di Ronaldo vale la semifinale di Champions League.

Attimi concitati per i tifosi bianconeri, dunque. Così come comprova “il caso” esploso in seguito ad una recensione negativa apparsa sulla pagina facebook della Pizzeria Porzio a firma di un tifoso juventino che non ha gradito l’esultanza della “verace” platea della pizzeria di Soccavo al gol delle merengues. Un fiume in piena di insulti, rivolti alla città, alla pizzeria e alla pizza, oltre che al personale.

Può bastare un pretesto tanto futile per alimentare il linguaggio dell’odio e per portare una persona ad offendere in maniera così categorica e pesante dei lavoratori e una città?

Quando il popolo del web ha compreso le motivazioni dalle quali scaturivano quegli insulti, si è scatenato il prevedibile putiferio.

A sedare le polemiche ci ha pensato una napoletana compagna di tifo dell’autore del post incriminato: “Quante partite abbiamo visto insieme, nello stesso settore, cantando assieme gli stessi cori, sperando per un unico obiettivo? Tante.
Io non sono napoletana, ma in questa città ci vivo.
Ieri sera mi hanno accolta in quella pizzeria, come fossi a casa mia.
Io non tiferò mai Napoli, ma rispetto il tifo, quello vero.
Tu non sei degno della Scirea, perché quella curva insegna a non abbassarsi mai al nemico, qualunque maglia esso indossi. Amici di nessuno.
La seconda cosa che, quella curva a me ha insegnato e a te forse no, di non confondere mai il tifo con il rispetto e l’onore di un lavoratore.
Non ci venite a Napoli, perché noi JUVENTINI che vivono qui a Napoli, la gente come te, non la riteniamo degna. Oltre i colori.

 

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