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Crollo ponte Genova: la testimonianza del cercolese capitano del Genoa Domenico Criscito

di / 0 Commenti / 165 Visite / 15 agosto, 2018

criscito-2 “Scrivo questo messaggio per tutti quelli che mi stanno scrivendo preoccupandosi di me e della mia famiglia…Stiamo tutti bene anche se siamo passati su quel ponte esattamente dieci minuti prima del crollo…”. Queste le parole pubblicate su Instagram, dal capitano del Genoa, Domenico Criscito, alla vigilia di ferragosto, poche ore dopo il crollo del ponte Morandi. “Sono vicino a tutte le famiglie delle vittime. Non è possibile che un ponte di un’autostrada possa crollare in questo modo. Bisogna fare qualcosa per questo Paese… La gente scappa proprio per queste cose… Abbiamo bisogno di sicurezza, abbiamo bisogno che qualcuno faccia qualcosa…. Questo e’ uno schifo“, ha aggiunto Criscito.

Durante la giornata odierna, mercoledì 15 agosto, mentre i vigili del fuoco scavano ancora tra le macerie per estrarre i corpi, il capitano del Genoa e napoletano doc, è ritornato sulla vicenda e ai microfoni di Sky Sport ha dichiarato quanto segue: “Sono atterrato a Genova alle 11.20 con un volo da Parigi, ho preso subito la macchina perché non avevo bagagli da ritirare, soltanto a mano. Vado a casa come al solito, poi mi chiama un amico con cui mi ero sentito prima. Mi ha chiesto dove fossi, ho risposto che mi trovavo a casa, lui mi ha detto che era appena crollato il ponte Morandi, dove ero passato poco prima. È stata una questione di minuti”.

Il capitano rossoblù scenderà in campo in prima persona per aiutare le famiglie delle vittime: “Sono fortunato, ma altre persone no. Ogni genovese passa quel ponte quasi tutti i giorni, noi per venire al campo e altri per andare a lavorare. Ed è un peccato che nel 2018 succedano ancora queste cose. Io come capitano del Genoa sono vicino ai familiari delle vittime, ora ci stiamo allenando ma saranno due giorni di lutto. Siamo professionisti, dobbiamo farlo, ma dentro di noi c’è dolore”. Il Genoa organizzerà qualche iniziativa: “Abbiamo già parlato con gli altri e faremo qualcosa. Genova è una città bellissima, dobbiamo ripartire, essere forti e restare uniti. 30 persone non ci sono più e bisogna cercare di fare il possibile per far rivivere questa città nel migliore dei modi possibili. Io, da capitano, voglio essere d’aiuto”.

Classe 1986, nato a Cercola, comune dell’entroterra vesuviano, Criscito è da considerarsi un’autentica bandiera del Genova che con i fatti e “sul campo” intende dimostrare solidarietà e vicinanza alla città che l’ha adottato.

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