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VIDEO-Bambini autistici in aereo all’aeroporto di Capua per studiare i benefici del volo sulla malattia

by / 0 Comments / 550 View / 14 ottobre, 2019

capua-academy1-jpg Un esperimento nato quasi per caso, dalla passione che un ragazzo autistico ha manifestato per gli aerei, l’unica attrattiva in grado di sedarne l’iperattività e che ha aperto una strada che rischia di diventare pionieristica in termini di studio e ricerca di possibili cure di una patologia che in Italia colpisce un bambino su 77.

La generosità dei podisti casertani e la disponibilità della SkyServices Flight Academy,  gestore dell’aeroporto di Capua, ha consentito a bambini e adolescenti affetti da autismo di fare la loro prima esperienza di volo.

Accompagnati da una terapeuta o da un genitore, anche i bambini più vivaci hanno subito palesato significativi miglioramenti, oltre ad una maggiore capacità di autocontrollo.

Non solo l’emozione e la felicità, in alcuni casi trasmessa semplicemente attraverso la mimica facciale, ma anche la capacità di restare immobili, come rapiti ed affascinati dallo spettacolo che si presenta davanti ai loro occhi – comportamento opposto a quello che gli autistici adottano in auto – e lo stato di ulteriore tranquillità che manifestano all’idea di poter rivivere l’esperienza, sono i benefici più lampanti fin qui riscontrati nell’ambito della seconda giornata trascorsa nell’aeroporto di Capua, in attesa di salire sui velivoli.

Un’esperienza di volo della durata di circa 20 minuti resa possibile grazie ai fondi raccolti dalla “II Rail San Michele”, una gara podistica svoltasi lo scorso 29 settembre nel comune casertano di San Michele, alla quale hanno partecipato anche i ragazzi autistici dell’associazione “La forza del silenzio”, presieduta da Vincenzo Abate e da oltre un decennio impegnata in attività volte ad accendere i riflettori su questa patologia, fino a diventare un autentico fiore all’occhiello nazionale.

In attesa delle prossime giornate che i ragazzi autistici del territorio potranno trascorrere ad alta quota, i genitori auspicano di assodare che questo metodo possa rappresentare un’alternativa più efficace e meno invasiva alla cura farmacologica, continuando a monitorarne gli effetti benefici.

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