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Lo chef Donato Carra scende in campo per i senza fissa dimora

di / 0 Commenti / 29 Visite / 9 luglio, 2020

10-clochard8-600x329La paura di un contagio e del contatto con il prossimo, in particolare le disposizioni nazionali sulla sicurezza, ci chiude a riccio a discapito dei più deboli e meno fortunati. Ma tra mille difficoltà, e con le dovute precauzioni, si può aprire il cuore con gesti disinteressati e mettendosi al servizio della comunità. Così lo Chef Donato Carra (Ambasciatore della cucina pugliese nel mondo) ha pensato di farsi avanti e offrirsi per fare quello che gli riesce meglio: cucinare. Giornalmente lo Chef Carra cucina per i senza tetto e per quelle famiglie che in questo momento stanno provando forte disagio per gli effetti del covid.

Ma quali sono i nuovi poveri che sta incontrando lo Chef?

“Coloro che hanno perso il lavoro e non possono utilizzare lo smart working – commenta lo Chef – piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie: tutte categorie che ingrossano le file dei nuovi poveri. Ognuno si affaccia a ritirare un pasto take away con il suo fardello di sogni spezzati, alle prese con le quotidiane difficoltà della vita.

Il Covid-19 – prosegue lo Chef – ha portato in questi mesi di lockdown nuove povertà. Persone che, accanto ai senzatetto, sono i nuovi poveri. Un milione di persone in Italia che oggi hanno bisogno di aiuto anche per riuscire a mangiare almeno una volta al giorno. Gente che ha perso anche quei lavoretti occasionali che gli consentivano di vivere con dignità. Sono in coda in tutte le città, dalla Puglia alla Campania finendo alle città del Nord.  Uno dietro l’altro in fila per poter mangiare. Perché la fame fa più paura del coronavirus”.

Un invito, quello dello Chef Carra, anche per altri talenti dei fornelli a farsi avanti, per far sì che questa esperienza faccia da apripista ad una serie a catena di gesti altruisti. Gesti nobili che arricchiscono soprattutto chi li fa.

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