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Covid, al vaglio del governo DPCM Natale, nuova ordinanza di Speranza: Campania ancora zona rossa

di / 0 Commenti / 1117 Visite / 28 novembre, 2020

campania-zona-rossa-2Durante la giornata di venerdì 27 novembre il governo ha vagliato limitazioni ed ordinanze da introdurre con il nuovo DPCM di Natale nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il premier e i capi delegazione delle forze di maggioranza sui contenuti e le nuove misure da adottare.

Le prime indiscrezioni trapelate parlano di coprifuoco alle 23, ancora in discussione. Quarantena obbligatoria per chi ritorna dall’estero. Il limite di persone in casa sarà 6, ma potrebbero essere consentiti i ricongiungimenti tra familiari di regioni diverse.

I negozi potranno restare aperti fino alle 22 e i centri commerciali riaprire anche nel weekend. Niente di nuovo per gli impianti da sci, che restano chiusi. Nelle  festività, resterebbero chiusi i ristoranti sia il 25 dicembre che a Santo Stefano.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà una nuova ordinanza con cui si dispone l’area arancione per le Regioni Calabria, Lombardia e Piemonte e l’area gialla per le Regioni Liguria e Sicilia. L’ordinanza sarà in vigore dal 29 novembre.

La Campania resta dunque in zona rossa: non si è fatta attendere la replica del governatore De Luca che come di consueto ha commentato la decisione del ministro Speranza pubblicando una nota sulla sua pagina facebook.

“Apprendo con viva emozione la decisione del Governo sulle zone Covid. – si legge nella nota – Noi siamo com’è noto, da sempre, per la linea del rigore e della prudenza. Dunque, esprimo la mia piena condivisione, purtroppo solo virtuale, visto che l’unica zona rossa realmente esistente da noi è la zona dell’aglianico. Tutto il resto è propaganda. I controlli sono pari a zero. Sono in libera uscita tutti, tranne i venditori di pantofole di panno beige.

Apprezzo tuttavia la coerenza del Governo: solo tre giorni per entrare in zona rossa; ancora tre giorni per uscirne, senza spiegare mai nulla.
Rinnoviamo intanto la richiesta al Governo di fare un’operazione trasparenza, rendendo pubblici, per tutte le regioni:
1) i dati veri sulle terapie intensive realmente esistenti;
2) i dati chiari e non confusi, sulla tipologia dei tamponi effettuati.
Con immutata stima e commossa partecipazione.”

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