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Diffamazione, sentenza storica della cassazione: “Incostituzionale il carcere per i giornalisti”

di / 0 Commenti / 61 Visite / 22 giugno, 2021

45367120_10217872417228413_476324727963516928_n«La sentenza della Corte Costituzionale ha una portata storica. La Consulta, infatti, sancisce l’illegittimità costituzionale della pena detentiva per i giornalisti così come prevista dall’articolo 13 della legge sulla Stampa (47/48). Altrettanto importante è il richiamo, in riferimento all’articolo 595 del codice penale, alla giurisprudenza consolidata della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ammette la pena carceraria soltanto nei casi più gravi di diffamazione commessa con istigazione alla violenza o hate speech». Lo affermano, in una nota congiunta, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, e Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania.

«A questo punto – proseguono – diventa però fondamentale l’intervento del Parlamento, chiamato a mettere a punto una normativa di riordino, compito al quale, fino ad oggi, si è sempre sottratto, obbligando la Consulta a intervenire. È una vittoria del sindacato dei giornalisti, i cui legali hanno sollevato l’eccezione di incostituzionalità dinanzi al Tribunale di Salerno. Il lavoro deve continuare per far sì che l’intera materia venga regolata dal Parlamento trovando il giusto bilanciamento tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela della sfera individuale di ciascun cittadino».

PER APPROFONDIRE
questo link il comunicato della Corte Costituzionale “Diffamazione a mezzo stampa: carcere solo nei casi di eccezionale gravità”.

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