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Napoli, ordinanza sindacale vieta la balneazione

di / 0 Commenti / 124 Visite / 25 luglio, 2021

09bb3856-ebd3-11eb-a89a-40f50e22b2d5Vietata temporaneamente la balneazione sul litorale di Napoli tra Largo Nazario Sauro e Marechiaro: lo ha stabilito un’ordinanza firmata dal sindaco de Magistris.

Una decisione scaturita in virtù degli ultimi prelievi dell’ARPAC: fino a nuova comunicazione è vietata la balneazione su tutta la costa cittadina escluso Baia di Trentaremi e Nisida.

L’ Arpac, a inizio settimana, ha effettuato esami  a campione del mare dopo  le abbondanti precipitazioni ed ha rilevato presenza di inquinanti che  impediscono la balneazione.

I funzionari dell’ ARPAC hanno assicurato che, quanto prima possibile, verranno eseguiti ulteriori campionamenti per verificare  il superamento della criticità.

Il problema scaturisce dalle decine di sfioratoi di troppo pieno disseminati lungo la costa. Scolmatoi di emergenza che, quando la portata d’acqua a seguito di temporali cresce in misura tale da mettere a repentaglio la tenuta delle condotte, deviano a mare una parte delle acque reflue mista all’acqua piovana. Sono questi sfioratoi, oltre ai canaloni ed agli alvei che convogliano a mare acqua spesso inquinata, che quando piove molto non reggono, fanno schizzare in alto la conta dei batteri di origine fecale. Se nel giorno seguente all’acquazzone è previsto un prelievo di routine dell’Arpac, uno di quelli che si svolgono ogni 15 giorni lungo tutta la costa campana, non è difficile capire perché i parametri rilevato non siano compatibili con quelli previsti per decretare il livello di balneabilità delle acque.

Una vicenda che riporta a galla, è proprio il caso di dirlo, l’irrisolto problema della separazione della rete delle acque di pioggia da quelle di fogna. Sarebbe una soluzione sia per evitare episodi di inquinamento sporadico determinati dagli acquazzoni, sia per non sprecare acqua riutilizzabile per fini diversi. Sarebbe necessario farsi carico di una spesa da capogiro per sostenere i lavori.

Lunedì 26 luglio è atteso il prelievo di nuovi campioni da parte dell’Arpac che in caso di esito positivo potrebbe restituire quella gettonatissima lingua di mare ai napoletani.

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