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Covid, i positivi asintomatici non dovranno più essere tracciati

di / 0 Commenti / 91 Visite / 21 ottobre, 2021

5f88174e1f0000da860c1f1aIl Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie parla della fine dell’emergenza, fermando il tracciamento degli asintomatici.

L’ultima pubblicazione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie fa crescere la speranza e lancia un segnale che lascia intravedere la fine dell’emergenza covid. “Passaggio dalla sorveglianza d’emergenza per il Covid19 alla sorveglianza di routine sui patogeni dell’apparato respiratorio” si legge nella pubblicazione e questo significa che stiamo uscendo dall’emergenza. Il Coronavirus continua a circolare, ma il peggio sembra essere passato. La guida dell’Ecdc ha fornito una serie di raccomandazione per i Paesi dell’Unione europea, perché ci sia un maggiore coordinamento in questa fase di passaggio.

I test sulle persone asintomatiche sono davvero troppi ed ora è il momento di concentrarsi “sulla segnalazione di casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con Covid19, per migliorare la comparabilità della situazione tra Paesi“. La maggior parte dei Paesi Ue ha politiche di test diverse e questo influenza la comparabilità dei dati. Secondo l’Ecdc è arrivato il momento di passare dalla sorveglianza di emergenza a sistemi di sorveglianza più sostenibili e condivisi, che non devono porre l’attenzione sugli asintomatici. Lo scopo è una sorveglianza integrata su Covid, influenza e altri agenti patogeni respiratori che potrebbero circolare. Per riuscirci serve potenziare i sistemi di sorveglianza dell’influenza. Ecdc raccomanda di allargare la copertura dei soggetti sentinella per migliorare la sensibilità e raccogliere campioni sufficienti per un’ulteriore caratterizzazione.

La raccomandazione più importante nei confronti dei governi è quella di concentrarsi sulla segnalazione dei casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con il Covid. L’individuazione delle varianti deve essere rapida e va potenziato il sequenziamento genomico individuando sottinsiemi rappresentativi di capioni positivi. I Paesi dovrebbero seguire un attento monitoraggio dell’efficacia del vaccino con studi integrati in sistemi si sorveglianza.

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