Il 34enne era finito in prigione perché nel 2008 aveva abusato sessualmente del figlio della sua compagna di allora, Miguel, di soli due anni. Era stato così violento che il bimbo era stato ricoverato in ospedale, dove era morto dopo pochi giorni. L’aggressore aveva parlato di un incidente e aveva confessato di aver assunto droga e fumato cannabis prima della violenza. Nel febbraio del 2010, dopo un processo in tribunale era stato condannato a 10 anni di carcere per “atti disumani che hanno provocato morte”. Al processo gli psichiatri lo avevano descritto come “uno psicopatico con un’indole sadica”. Una volta scontata la pena, e visto che secondo il ministro della giustizia belga, Vincent Van Quickenborne, non vi era posto per lui in un istituto psichiatrico, l’uomo era tornato in libertà. Senza neppure essere monitorato o controllato.