Il nuovo modo di leggere Napoli
audio

La solidarietà di Porzio e Poppella regala una serata “diversa” ai senzatetto napoletani a Piazzale Tecchio

by / 0 Comments / 175 View / 4 aprile, 2017

img-20170404-wa0004 Durante la serata di Lunedì 3 aprile ha avuto luogo un’inaugurazione molto speciale: quella che ha portato per la prima volta in strada “Keciapizza”, l’apecar con forno che, per l’occasione, dalle 19.45 alle 22, a piazzale Tecchio, affiancato dall’apecar della pasticceria Poppella, ha dato luogo a un’autentica “parata di solidarietà”.

wp_20170403_19_46_05_pro-copia-2

 wp_20170403_20_02_30_pro-2Pizze e fiocchi di neve distribuiti gratuitamente ai bisognosi che, ogni lunedì, da circa quattro anni, convergono nella stazione dei  wp_20170403_20_02_58_pro-2Campi Flegrei per beneficiare dell’aiuto degli “Angeli di strada Villanova” che distribuiscono proprio ai senzatetto e alle persone che versano in condizioni di disagio, un pasto caldo. Un atto di preziosa solidarietà reso possibile dal contributo volontario di diverse realtà legate al mondo della gastronomia e della ristorazione, come i due “giganti” scesi in strada per schierarsi, ancora una volta, materialmente accanto ai bisognosi.

img-20170404-wa0005

 wp_20170403_20_00_00_pro-2“Keciapizza è un progetto nato circa un anno fa – spiega il maestro  wp_20170403_19_46_15_pro-copia-2pizzaiolo Errico Porzioda un’idea di Andrea Marino, che poi ha iniziato a rompermi le scatole per la consulenza, ma l’ho fatto con il cuore, lo conosco da quando era un bambino, siamo dello stesso quartiere, abbiamo gli stessi scopi anche solidali e sono sicuro che il gesto di stasera gli porterà ancora più fortuna.”

wp_20170403_20_05_18_pro-2

“Non sono pizzaiolo, quindi ho sfruttato le doti del maestro Porzio che ha sfatato un tabù, dimostrando che non è vero  wp_20170403_20_05_01_pro-2che “la gente non fa niente per niente”, Errico è disponibile con tutti e mi è stato di grande aiuto. – ha affermato Andrea Marino,  wp_20170403_19_43_53_pro-copiaproprietario del brevetto “Keciapizza”Proprio oggi, oltre a tanti messaggi di in bocca al lupo dei miei amici, quello che mi ha colpito di più è stato messaggio di un mio amico che vive in Irlanda che si è congratulato con me, perché ho avuto il coraggio di investire qua e non all’estero. È giusto provarci nella propria città, a prescindere sa come andrà. Almeno non si avrà il rimosso di non averci provato.”

wp_20170403_19_40_47_pro

Il battesimo inaugurale all’insegna della solidarietà, andato in scena in uno dei luoghi-simbolo di Fuorigrotta, funge da  wp_20170403_20_04_52_pro-2prima tappa di un Tour che porterà Keciapizza in giro per l’intera wp_20170403_20_01_51_pro-2 città e anche oltre i confini regionali: “abbiamo stipulato un accordo con l’Arenile per il brunch di Pasquetta, 25 arile e 1° maggio. – hanno aggiunto Errico Porzio ed Andrea Marino – Stiamo chiudendo oltre trattative com altre struttura. Durante l’estate lo vedremo in giro per Napoli e per l’Italia. Questo è il nostro format: portare la pizza in giro per Napoli e non solo per valorizzarla ancora di più.”

 

Entusiasta e galvanizzato dalla copiosa affluenza di partecipanti, Marcello Ciucci di “Angeli di strada Villanova”  wp_20170403_19_59_21_pro-2auspica che la serata speciale andata in scena a piazzale Tecchio possa fungere da propizio punto di partenza per la loro mission: “L’iniziativa è volta per far vivere a queste persone un atto di quella nostra quotidianità che per noi rappresenta un’abitudine normale, resa wp_20170403_19_43_26_pro-copia-2 possibile del buon cuore di chi continua ad aiutarci regolarmente ogni lunedì sera. Non vogliamo medaglie né conquistare le luci della ribalta, ma solo creare un momento per far ragionare tutti su un aspetto: è veramente molto facile ritrovarsi in strada, nel momento in cui si perde un lavoro o ci si separa in casa. Giriamo la testa dall’altra arte, quando incrociamo queste realtà in strada, bisognerebbe essere un po’ più attenti. L’idea è non assolvere s un bene primario, ma iniziare a fare un discorso più largo che porti ad interrogarci sul come aiutare queste persone. Di certo non possiamo dargli un lavoro, ma possiamo ragionar sulla possibilità di individuare un locale dove costruire un luogo di aggregazione, delle docce, un punto Skype per metterli gratuitamente in contatto con i loro familiari all’estero, organizzare la raccolta del cibo, ogni giorno nei supermercati viene buttato a dismisura. Siamo una delle tante realtà che la sera esce, non è importante il nome, ma farlo tutti insieme.”

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)