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Video-Emergenza siccità in tutta Italia, ma a Ponticelli l’acqua si spreca!

by / 0 Comments / 200 View / 26 luglio, 2017

wp_20161214_12_39_20_proLe tubature dell’impianto idrico e fognario sono lì, sotto le fondamenta del Rione De Gasperi di Ponticelli, dal 1952: da allora hanno subìto solo rattoppi, per tamponare infiltrazioni e perdite, sopraggiunte negli anni, ma non sono mai state rimosse o sostituite.

Si arriva così a determinare la situazione attuale: il rione è in balia di continue e pericolosissime infiltrazioni d’acqua che minacciano gli alloggi ancora occupati e la stabilità dei palazzi.

Un disagio aggravato dal fatto che gli appartamenti tumulati, in seguito all’assegnazione dei nuovi alloggi, prima di essere chiusi, non sono stati messi in sicurezza: continue le infiltrazioni di acqua corrente e liquami dalle rispettive tubature che, complici abrasioni e vuoti d’aria, “scoppiano” all’interno degli appartamenti murati, minacciando le case ancora abitate e rendendo particolarmente complicati gli interventi di manutenzione “straordinaria”, oggi, perché, allora, quando gli appartamenti sono stati tumulati, non si è provveduto ad effettuare degli interventi di manutenzione “ordinaria” che il buon senso, in primis, avrebbe dovuto imporre.

Inoltre, dalle fondamenta, in diversi punti del rione, continua a zampillare acqua. L’unico intervento che gli abitanti del rione possono attuare per evitare il consistente spreco d’acqua, oltre che i pericoli introdotti da quelle continue infiltrazioni, è quello di chiudere la chiave centrale dell’acqua. Ma come si può pretendere che centinaia di famiglie, in piena estate, vivano senza usufruire di un bene primario come l’acqua?

Continui i solleciti e le telefonate all’Abc e ai vigili del fuoco, ma, da giorni, l’acqua corrente continua, incessantemente e pericolosamente, a fuoriuscire a getti violenti e dalle tubature lesionate. Uno spreco di acqua pubblica che in un momento storico di dilagante siccità sull’intero fronte nazionale, appare ancor più fuori luogo.

In Italia è SOS acqua, continui gli appelli dei sindaci – de Magistris compreso – affinché i cittadini riducano il consumo d’acqua, senza andare incontro a sprechi. Una regola che vale per tutti, tranne per gli abitanti del De Gasperi che si vedono negare gli aiuti necessari per tamponare quelle vistose ferite dalle quali continuano a grondare zampilli d’acqua.

Uno stato di cose che rappresenta una seria e concreta minaccia per la sicurezza delle stesse abitazioni e degli interi isolati in balia di fiumi sotterranei, in quanto, nessuno è in grado di rassicurare gli abitanti del rione in merito alla situazione generale, perché nessuno può stabilire con assoluta certezza in quanti e quali punti sono in corso infiltrazioni sotterranee non visibili “dall’alto”.

Infatti, dopo l’intervento attuato lo scorso venerdì 21 luglio, finalizzato a “fasciare” l’ennesima tubatura lesionata, allo stato attuale, in altri due punti del rione si rilevano altrettante e consistenti perdite d’acqua.

La situazione più allarmante è quella rilevabile nell’Isolato 28, dove da diversi giorni, così come mostrano le immagini, si avverte l’assordante rumore dell’acqua corrente che con violenza fuoriesce dall’ennesimo tubo deteriorato.

Anche in questo caso, i solleciti degli abitanti dell’isolato, piuttosto allarmati, non hanno ottenuto riscontri: nessun sopralluogo, nessun intervento di manutenzione, nessuna risposta concreta. E, intanto, da giorni, quell’acqua continua a fuoriuscire dalle tubature.

Così, “i reduci” della pima fase del piano di assegnazione che vivono tra il degrado e i disagi già introdotti dalle “case murate”, adesso temono il peggio: la perdita insorge proprio lungo le fondamenta del palazzo, costituendo una concreta e pericolosa minaccia.

Ad intervalli scanditi, per evitare il peggio, chiudono la chiave dell’acqua. Non hanno alternative, devono privarsi dell’acqua per evitarne l’eccessivo spreco e scongiurare pericoli ben più seri.

Succede nel Rione De Gasperi di Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, idealmente più vicino al terzo mondo che al cuore del centro cittadino.

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