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VIDEO-Ponticelli: Blitz dei cani antidroga nel del Rione De Gasperi, arrestate due persone

by / 0 Comments / 1598 View / 19 settembre, 2017

20130828_c1_omicidioBlitz della polizia di Ponticelli,  oggi, 19 settembre, nel giorno in cui la città festeggia il Santo Patrono, in una delle piazze di spaccio più quotate del quartiere.

Lo avevano denunciato anche attraverso le pagine del nostro giornale nei giorni scorsi i residenti in zona l’inferno in cui erano costretti a vivere in virtù del caos che, soprattutto di notte, anima la zona di via De Meis.

Il dato certo è che nell’Isolato 2 del Rione De Gasperi di Ponticelli l’unità cinofila della polizia di stato ha rinvenuto diversi quantitativi di droga.

Due le persone fermate, un uomo e una donna: rispettivamente, U.S., già detenuto agli arresti domiciliari, e R.C. una donna che abitava nell’appartamento collocato al piano inferiore rispetto a quello nel quale l’uomo stava scontando la pena detentiva.

Una piazza di spaccio organizzata “a piani”, in uno degli isolati storicamente più innocui del rione che un tempo fu la roccaforte del clan Sarno. In effetti, da quando gli elementi di spicco dell’organizzazione che per oltre un decennio tenne sotto scacco la periferia orientale di Napoli e buona parte dell’hinterland vesuviano sono diventati collaboratori di giustizia, nel Rione De Gasperi, storica roccaforte dello stesso clan Sarno, il vento è decisamente cambiato e la rotta si è invertita. Oggi, nel rione, regnano degrado e caos. Nel mezzo, un piano di abbattimento e di assegnazione dei nuovi alloggi, che non coinvolge i primi isolati. 

Quello dei Sarno era un clan “vecchio stampo” che applicava una politica sfrontata e spietata contro “gli infami” – ovvero nei riguardi di coloro che si ribellavano alla regole d’onore del clan – e contro i nemici, ma che per salvaguardare il business dell’organizzazione e beneficiare della stima e del rispetto del popolo, ci tenevano a mantenere ordine e decoro.

Oggi, chi vive da quelle parti e ha assistito al “passaggio del testimone” tra “vecchia e nuova” malavita, si lamenta soprattutto della mancanza di rispetto e della politica irriverente e chiassosa esibita da chi gestisce quella piazza.

Urla, schiamazzi, litigi, imprecazioni contro le forze dell’ordine, a tutte le ore del giorno e soprattutto della notte: questo il tratto distintivo di un autentico supermercato della droga, diviso in scomparti e molto ben assortito.

Centinaia le persone che dal centro della città e da comuni, vicini e lontani, raggiungono l’Isolato 2 del Rione De Gasperi solo per acquistare la droga: “il gas”, così lo chiama “il capo” di quella piazza, per sottolineare la qualità eccellente della sua merce.

Moltissime le persone che anche stasera si sono riversate in strada ed erano affacciate ai balconi, quasi a voler “tifare” silenziosamente per “la squadra di Vittorio”: così viene denominata la squadra della polizia investigativa capitanata dall’ispettore-capo Vittorio Porcini che da diverso tempo è sulle tracce dei pusher per smantellare quel supermarket della droga.

Sono tante le donne che accompagnano l’ingresso della “squadra di Vittorio” nel rione con preghiere e gli occhi pieni di lacrime, soprattutto quelle più anziane che ne hanno viste e vissute tante e le madri, preoccupate per la sorte alla quale possono andare incontro i loro figli, in un contesto così degradato e difficile.

Attimi di tensione si sono registrati alla vista della nostra telecamera, da parte di un uomo che abita in un appartamento il cui esterno è goffamente verniciato in fucsia, creando quindi un forte contrasto con l’esterno dell’intonaco dell’isolato 2. L’uomo sosteneva che il suo appartamento “non può essere ripreso” e con fare irriverente intimava di non filmare.

L’unica nota stonata in un coro di voci unanime che si è innalzato lungo l’intera strada: i residenti in zona, infatti, ripongono grandi aspettative e fiducia nel buon esito dell’operazione condotta dalla “squadra di Vittorio” e spiegano che il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, in seguito alla loro denuncia pubblica, frutto probabilmente di una pura casualità, gli ha, tuttavia, iniettato una grossa dose di fiducia nell’operato della polizia e infligge un sonoro schiaffo a chi sostiene che “lo Stato è assente” da queste parti e, ancora di più, a chi crede di poter vivere a lungo infrangendone le leggi.

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