Il nuovo modo di leggere Napoli

Quelle tragedie che che fanno notizia a metà

di / 27 Commenti / 46402 Visite / 18 settembre, 2014

560686_503672676311867_2117607458_nMi chiamo Francesca Di Donato, ho 23 anni, sono originaria di Sant’Antimo e sabato notte avrei voluto tornare a casa, solo tornare a casa. Com’è sempre stato e come nessuno, adesso, è in grado di stabilire se, come e quando accadrà ancora.

Sono una studentessa, frequento la Facoltà di Giurisprudenza e questo, anche al cospetto di una tragedia come quella che sto vivendo, deve esortarmi a credere nella giustizia.

Per mantenermi gli studi, il sabato sera, lavoro in un pub ad Aversa, ma mai avrei immaginato che questo potesse costarmi la milza e un rene.

Dei balordi mi hanno scippato la borsa, ho opposto resistenza, perché la dignitosa cifra lì riposta, era il frutto dei miei sacrifici, della mia umiltà, così sono stata trascinata per una decina di metri e poi travolta dalla loro auto.

Mi hanno spappolato la milza e mi hanno lesionato un rene.

Ma sono ancora viva, quindi, “la mia tragedia fa notizia a metà.”

Ciò che mi esorta a scrivere queste parole è l’ossessiva e continua ricerca della risposta da incastrare in un unico e semplice quesito che mi balena nella mente dallo scorso sabato, da quella notte che mi ha segnato per sempre la vita: perché di me nessuno parla?

Forse, perché, chi nasce, cresce e vive nella terra della Camorra deve aspettarsi, prima o poi, di rimanere arenato in brutali episodi di criminalità, con quella medesima, costernata e lancinante rassegnazione che imprime nelle nostre coscienze la consapevolezza che, prima o poi, ci beccheremo un tumore, perché le radici irrimediabilmente avvelenate della nostra terra, non lasciano posto alla speranza.

Eppure ci riveliamo incapaci di concludere che l’origine di quel male che ha avvelenato le nostre terre, le nostre vite è la medesima che la deturpa avvalendosi di altre modalità e forme: la criminalità.

Forse perché subire è quella che, erroneamente, crediamo essere la strada più facile da perseguire.

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In mio nome non ho visto radunare cortei; non ho visto svolgere manifestazioni per invocare giustizia per la sciagura nella quale la mia vita è rimasta imbrigliato; nessuno osa dire a voce alta, ferma e convinta: “Basta” alla criminalità e alla violenza che investono quotidianamente le nostre vite; le mie foto, quelle che raccontano la solarità e la voglia di vivere insita nei miei occhi e nel mio sorriso, non vengono divulgate attraverso i social, le tv e i giornali; i media non parlano di me, nessuno si chiede come sto, quando tornerò a casa e quali conseguenze irreversibili ha sortito nella mia vita da semplice e genuina aspirante donna quell’inumano e ferino scippo.

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Se fosse servito a smuovere l’opinione pubblica verso un accorato ed intransigente atto di ribellione, al pari di quello che gli abitanti del Rione Traiano si sono cuciti addosso fin dagli attimi immediatamente successivi alla morte di Davide Bifolco contro le Forze dell’ordine, le ferite che mi deturpano corpo ed anima non sarebbero guarite, ma farebbero meno male.

27 Commenti

  1. Sicuramente una morte suscita più indignazione, più rabbia e più orrore ! Se poi a uccidere è chi dovrebbe proteggerti allora l’indignazione, la rabbia e l’orrore si amplificano.
    Perché sai che sei solo .
    Noi tutti, compresa me, come tu stessa scrivi ci siamo abituati a subire senza mai dire no. Dalle piccole alle grandi cose non alziamo mai la voce! un ragazzo fuma in metropolitana? nessuno dice niente ! un ragazzo sfascia il sedile di un treno ? nessuno dice niente ! Quando avevo la tua età partecipavo a tante manifestazioni contro la camorra che tutt’ora si fanno! solo che i media gli danno poca importanza e la maggioranza della gente se ne frega travolta dai problemi di tutti i giorni . Invece è importante manifestare perchè la gente onesta è la maggioranza e questo si deve sapere e si deve capire . C’è gente che dice no! anch’io nel mio piccolo lo faccio nella consapevolezza che dovrei fare molto di più perchè quello che ti è successo è vergognoso, triste e deprimente . Ma fare un paragone tra la tua tragedia e quella di Davide è inutile e controproducente per quelli come te e come me che vogliono vivere in un mondo giusto. Stai certa che la tua tragedia non avrà mosso cortei ma la coscienza di molti si ! Continua scrivere e ad arrabbiarti .ciao

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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    • Infatti non è paragonabile, lei studentessa lavoratrice scippata da due pendagli da forca, lui teppistello elevato al rango di eroe…paragonarli sarebbe insultare Francesca…

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  2. E’ assurda la rassegnazione che vedo nelle persone. Ormai scippi e rapine sono cose di tutti i giorni. Essere travolti dall’auto di due delinquenti? Il rischio che si corre a camminare da soli di notte. Ti fermi in un posto isolato con la macchina e ti puntano una pistola in faccia per rubartela? Potevi fare più attenzione, meglio stare a casa. Non c’è rabbia o voglia di cambiare o indignazione, e questa è una grave sconfitta per tutti.

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  3. Ciao Francesca,
    La tua lettera mi ha riempito gli occhi di lacrime ed il cuore di tristezza..
    Ho una figlia di 16 anni che come te, con tanta gioia di vivere, inizia ad affacciarsi in un mondo che ogni giorno diventa sempre più crudele ma, soprattutto, più indifferente a storie drammatiche come quella che hai vissuto tu e che difficilmente riuscirai a cancellare dal tuo corpo, ma soprattutto dalla tua mente…
    Io mi auguro solo che le 8125 persone che prima di me hanno letto la tua lettera si siano dispensate dal lasciare un commento perchè probabilmente non ci sono parole adatte per consolarti, e non perchè l’abbiano letta come si legge la “solita notizia di cronaca nera” .
    Dal cuor mio ti auguro di superare questa disavventura nel migliore dei modi e di diventare sempre più forte . Diffida, ma non perdere del tutto la fiducia, perché in questo mondo, dove prevalgono violenza, cattiveria ed indifferenza, c’é anche una seppur piccola parte di bene e amore, che ti aiuteranno a combattere ed ed a vincere questa difficile guerra: Vivere.

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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  4. Tutto il popolo santantimese ti è accanto, non sei da sola, fidati. Ci stiamo organizzando per venire tutti all’ospedale con striscioni, ritengo più doveroso, invece, che chi ha visto denunci i tuoi aggressori

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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  5. Non c è un perchè reale. La verità é che un ragazzo è morto e il resto non conta. Lo stesso per te questi criminali ti hanno rovinato la vita. E dispiace da morire vedere una ragazza bella intelligente e determinata che fa sacrifici in un contesto dive si arriva con ben atri mezzi al successo e al denaro. Spiace da morire sentirti cosi. Purtroppo invece il figlio ammazzato dai carabinieri ( i cattivi ) sono un tema tipico della questione meridionale. Di un sud che viaggiando al rallentatore su tutto è vittima di una discriminazjone ormai secolare e il degrado è di casa. La responsabilita di tutto cio è ancora dei politici che invece di operare in modo incisivo sul territorio mercanteggiano con i poteri nascosti di questa realta. Vedi Dell utri e co. La soluzione sta nella tua generazione nella voglia di respirare aria sana e di costruire un tessuto economico sano anche a partire dal nulla. Credo pero che siamo sulla buona strada.
    Forza non arrenderti il vostro futuro è nelle vostre mani e non in quelle di quattro balordi delinquenti.

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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  6. È l’ennesima prova che questi mezzi di comunicazione servono solo a coloro che vivono di notizie sensazionali e a quelli a cui piace pettegolare su cose futili.
    Cara Francesca, mi duole dirtelo; ma la tua disavventura è solo tua.
    Nessuno farà niente purtroppo non sei morta e quindi non fai notizia. Ti auguro una pronta guarigione per scappare da questa merda di paese ed andare il più lontano possibile. In bocca al lupo.

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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  7. Condivido il tuo appello perché…. Anche io sono nAta in questa terra che amo e mi ritrovo costretta ad odiare….
    Tutti hanno il Diritto di vivere in sicurezza…!
    Hai ragione quando scrivi che il resto del mondo ,ma cosa ancor più grave , noi stessi cittadini di Napoli, invece di indignarci tutti… Quasi diamo per scontato che cose come questa possano accadere…..
    Veniamo educati fin da piccoli…. A salvarci la pelle… A non opporre resistenza… Ad abbassare la testa per tornare sani e salvi a casa… Perché l’unica cosa da salvare è la vita….
    Oggi sono dalla tua parte… Lotto con te, per il diritto di difendere ciò che è proprio.. La vita, i frutti dei nostri sacrifici, il diritto alla Legalità ….
    Che non sia solo a chiacchiere !!!!
    Abbiamo più forze dell’ordine noi ….
    Ma dove sono????? Per le strade certo si vedono pochissimo e spesso fanno finta di non vedere… Sempre per portare la pelle a casa….
    Portare la pelle a casa non basta… Non può bastare…. Se poi abbiamo la dignità ridotta a brandelli .
    Il mio augurio per te…. È la guarigione più rapida possibile…. E un brillante futuro nella difesa della giustizia…..!!!

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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  8. Tutte queste tragedie sono annunciate……e purtroppo siamo un popolo di vigliacchi !………io consiglio a tutti i giovani di andarevia da questo paese di merda! L italia fa schifo!?…si salvi chi puo!!!!

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  9. non è vero che di te non parla nessuno. Ne abbiamo parlato da subito, in radio con Gianni Simioli e don Aniello Manganiello, e abbiamo chiesto a gran voce che la gente reagisse. E Aversa, con gli aversani, ha raccolto l’appello: sabato 20 settembre alle ore 19,00 a piazza Municipio, ci sarà un sit in silenzioso, per dire “basta” alle ingiustizie, alla violenza e per reclamare sicurezza per i nostri figli, per i nostri fratelli, per i nostri ragazzi, e per quanti credono ancora che le cose, tutti insieme, possono ancora cambiare.

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    • Non è stata mia sorella a scrivere questa lettera.
      Si tratta di articolo come tutti gli altri, solo scritto sotto forma di lettera.
      Grazie mille x il vostro interessamento.
      Valentina

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  10. Perché alcuni commenti vengono rimossi????
    Bellissime parole complimenti
    potevate fare lo stesso un buon articolo anche senza far credere che qst siano parole di francesca. Vi è stato già chiesto di apportare modifiche x far capire che non è lei che scrive in prima persona. Non lo avete fatto. Ora io vi chiedo di scrivere almeno la verità e di cancellare ql pezzo dove parlate dei pochi soldi che lei non voleva dargli perché sudati . Ma sorella non ha lasciato la borsa perché ha reagito d’istinto e perché c’erano degli appunti importanti e delle scarpette a cui lei teneva tanto. Le abbiamo regalato le scarpette voi fate bene a parlarne anzi vi ringraziamo ma regalatele un articolo ben fatto. È tutto un copia incolla, informatevi prima.

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    • Ciao Valentina,
      In primis ti specifico che i commenti devono essere approvati prima di essere resi pubblici, ma come puoi ben stare, non è nostra intenzione censurare nessuno.
      Il mio intento non era assolutamente quello di attribuire a tua sorella parole non sue, mi sono solo avvalsa di una scelta stilistica diversa per dare una forma di maggiore impatto alla notizia, non vi è alcuna firma alla fine dell’articolo riconducibile a lei, né in alcun modo ho spinto l’opinione pubblica a credere che fossero parole sue e credo che sia anche facilmente deducibile dalla struttura dell’articolo che a parlare non sia lei in prima persona. Lungi da me l’intenzione di strumentalizzare Francesca e la sua tragedia, il mio intento credo che sia tanto chiaro quanto inequivocabile: sensibilizzare la gente e far si che la sua storia non finisca nel dimenticatoio. A prescindere da quelle che sono le motivazioni per le quali si è opposta al sopruso che stava subendo e/o per difendere qualsiasi cosa fosse contenuta nella borsa è assurdo ed atroce quello che le è accaduto.

      Luciana Esposito
  11. Perché alcuni commenti vengono rimossi????
    Bellissime parole complimenti
    potevate fare lo stesso un buon articolo anche senza far credere che qst siano parole di francesca. Vi è stato già chiesto di apportare modifiche x far capire che non è lei che scrive in prima persona. Non lo avete fatto. Ora io vi chiedo di scrivere almeno la verità e di cancellare ql pezzo dove parlate dei pochi soldi che lei non voleva dargli perché sudati . Ma sorella non ha lasciato la borsa perché ha reagito d’istinto e perché c’erano degli appunti importanti e delle scarpette a cui lei teneva tanto. Le abbiamo regalato le scarpette voi fate bene a parlarne anzi vi ringraziamo ma voi potreste regalarle un articolo ben fatto. Vi chiedo anche di andare ad intervistare i presenti! perché c’era ancora mila gente li! ma nessuno ha visto nulla, già due pedone che si erano proposte da testimoni perché presenti si sono tirati indietro …

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  12. Cara Luciana,
    forse sono poco intelligente ma ho riletto l’articolo e soprattutto i commenti e
    forse questa scelta stilistica non si è proprio capita sai.
    Hai addirittura scritto: “Ciò che mi esorta a scrivere queste parole”
    Leggo i commenti e nn mi va proprio giù che queste persone pensino che sia mia sorella a parlare!
    Anche perché come stanno scrivendo, in molti ne hanno parlato anche il tv e in radio.
    Ti do una bella notizia, almeno per noi, la milza è salva, e questo lo sappiamo da domenica.
    Invece di fare scelte stilistiche pensate prima ad avere le informazioni giuste.

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    • Cara Valentina,
      Mi dispiace se questo ha in qualche modo recato disagi a te e alla tua famiglia, ma il mio unico intento, ci tengo ancora a precisarlo, era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la triste vicenda di cui è rimasta vittima Francesca, ma non ti consento di tacciare il mio lavoro di approssimazione, perché mi sono data un gran da fare sia per informarmi sullo stato di salute di tua sorella, sia riguardo possibili novità in relazione alle indagini, ma in entrambi i casi ho sguazzano nel nulla. Ciò mi ha esortato a scrivere questo articolo e a scegliere questa forma. E ti assicuro che solo un esiguo numero di lettori ha travisato il senso dell’articolo stesso, anche perché se si fosse trattata di una lettera scritta da tua sorella in persona, sarebbe stata ovviamente presentata da un’introduzione, un virgolettato e un titolo ad hoc. Ragion per cui ti invito nuovamente a rilevare tutta la mia buona fede in questo gesto. Il mio unico intento era far luce su questa vicenda e permettimi di dirti che sono molto contenta di sapere che Francesca sta bene, ciò non toglie che il mio giornale è a vostra disposizione sempre, soprattutto per far luce su questa triste vicenda. Perché, ti prego di credimi, questo era e rimane il mio unico intento.

      Luciana Esposito
  13. No se tu fossi morta se ne sarebbe parlato per qualche giorno e poi mai più. Invece sei viva, per fortuna sei viva e potrai parlarne ancora, combattere e ribellarti a questa realtà. I delinquenti che ti hanno causato tutto questo devono ascoltare la tua voce, leggere i tuoi scritti, devono sentire questa notizia per bocca di altri delinquenti come loro nella speranza che si rendano conto del male che hanno volutamente causato. Anche noi dobbiamo parlarne ogni volta che ne abbiamo occasione, non dobbiamo tacere perchè tacendo faremo il loro gioco, il loro sporco gioco. Questo è il mio pensiero.

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  14. Penso davvero che lei l’abbia scritto in buona fede.
    Ma in tanti mi hanno chiesto se queste fossero davvero le parole di mia sorella.
    Inoltre da questo articolo anche altri giornali hanno riportato la stessa notizia.
    Non penso abbia mancato di rispetto al vostro giornale anche se ci sono tante cose errate.
    Anzi vi ho anche ringraziato nell’altro messaggio ,
    perché voi come tanti altri ne parlate, perché bisogna farlo,
    anche se poi tra qualche settimana tutti si dimenticheranno di Francesca,
    bisogna parlarne perché non possa succedere a qualcun altro.

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  15. Il Mattino.it del 18 settembre 2014 – ore 12.00
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    «E’ il momento di dire basta alla violenza nella nostra città. Servono interventi radicali per assicurare l’incolumità di quanti partecipano, a diverso titolo, alla movida aversana. Il divertimento non deve avere un prezzo così alto», speigano i movimenti che hanno promosso l’iniziativa. L’appuntamento è per sabato alle ore 19 in piazza Municipio ad Aversa.
    http://www.ilmattino.it/CASERTA/movida-violenta-dopo-il-dramma-di-francesca-corteo-di-solidariet-amp-agrave-ad-aversa/notizie/909180.shtml

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  16. Adesso…chi ha scritto ha scritto cosa fa? L’importante era sensibilizzare l’opinione pubblica su un fatto grave accaduto ad una persona perbene ed al quale non è stata data la giusta rilevanza. Ciò è stato fatto a parer mio molto bene dalla giornalista. Io sono Napoletano, amo Napoli e odio i napoletani. Odio quelli che ti rubano il motorino e “vabbè la colpa è tua che non hai messo la catena”, ti scippano e “vabbè ma tu porti la borsa così in vista”, ti rubano in casa e “vabbè ma tu non avevi l’antifurto…” Ooooooohhhhh!!! Io voglio portare la borsa come mi pare…è lo scippatore che non deve rubare!!! Avete capito o no!!!!?? E basta con questa mentalità!!! PERCHÈ ho due figli piccoli e per il loro bene mi devo augurare che se ne vadano da Napoli?! Basta…basta…

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  17. Non capisco perché chi ha visto non parla e non fa in modo che questi bastardi marciscano in carcere.
    Nessuno ha il diritto di rovinare la vita a nessun essere vivente, i soldi facili sono comodi è??
    Ma perché non si rimboccano le maniche e vanno a lavorare come la maggior parte delle persone al mondo??
    CHI HA VISTO CHE PARLI…perché Siete voi che con la vostra omertà uccidete questo paese..
    ..poi non vi lamentate che tutto resta invariato!
    un abbraccio a Francesca

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