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Terra dei fuochi: lettera al Presidente Napolitano

di / 0 Commenti / 82 Visite / 1 ottobre, 2014

imagesLUTFAFGCLa terra dei fuochi: quell’argomento pilotato ad arte per sortire scalpore solo quando le forze che ricoprono maggior potere in materia decidono di accendere i riflettori sulla drammatica realtà che sempre e da tempo ormai immemore affligge quelle terre, disseminando malattia e morte.

A seguire riportiamo la lettera di una donna qualunque, una di quelle che non vive, bensì lotta per sopravvivere lì dove veleni ed abbandono troneggiano sui drammi quotidiani della gente comune:

Egregio Presidente Napolitano,
Sono una giovane donna della provincia di Napoli che alle 6.00 del mattino si ritrova già a respirare l’odore nauseante dei roghi tossici.
Sa, io credo che chi mette in pericolo la salute e la vita stessa di un’intera comunità, di interi paesi, di intere città debba essere arrestato per tentato omicidio plurimo.
Si, Presidente.
Ci stanno ammazzando tutti, lentamente e intenzionalmente. Siamo morti che camminano, siamo gente che appena sente la frase: “Sai chi ha il tumore?” rabbrividisce, perché sappiamo che da questo male raramente si esce vittoriosi e che prima o poi capiterà a chi amiamo o a noi stessi, si, perché nessuno di noi si ritiene così fortunato da scampare a tale male perché si tratta solo di fortuna se non lo conosci: IL MOSTRO.
La cosa triste sa qual è Presidente? É che noi siamo soli, soli a combattere contro chi ci vuole ammazzare, camminiamo per strada attenti ai mucchi di rifiuti, quasi facciamo la guardia per paura che venga incendiato. Denunciamo e cerchiamo di fare il nostro dovere ogni santo giorno, perché questo avviene proprio ogni giorno, ma vede, noi siamo così piccoli e impotenti difronte a questi eventi che abbiamo necessariamente bisogno dello STATO per poterne uscire.
Lei lo sa, è napoletano come noi, noi raramente chiediamo aiuto, siamo un popolo di grandi potenzialità, di grande volontà e inventiva ma su questo neo possiamo poco da soli, abbiamo bisogno di un PADRE, e in questo caso lo stato deve aiutarci. Lo sappiamo, lo abbiamo capito, lo stato é un padre assente, forse colpevole, non lo so, non voglio nemmeno pensare che sia possibile, perché un padre non uccide i propri figli, i figli vanno protetti, curati e noi siamo in pericolo costantemente, dobbiamo essere tutelati. Lo stato può, lo stato deve perché senza popolo alla fine non ha motivo di esistere.
Il mio appello è chiaro, forte.
Gli unici odori che vorremmo respirare sono: l’odore dello zolfo, della brezza marina, del caffè, dell’erba verde dei campi da calcio, del pesce appena pescato, della frutta fresca e dell’aria frizzante del mattino.
Noi Vogliamo semplicemente vivere Presidé, chiediamo troppo?

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