Il nuovo modo di leggere Napoli

Doraemon dal manga al grande schermo per fare da tutor a chi è pigro.

di / 0 Commenti / 491 Visite / 13 novembre, 2014

Doraemon(22)Fujiko F. Fujio nel lontano 1969 ha avuto la splendida intuizione di creare un personaggio manga che avrebbe poi accompagnato intere generazioni di adolescenti. Doraemon il gatto spaziale di grandi e piccini.

Tutti sin da bambini siamo stati attratti o ci siamo immedesimati nei personaggi dei cartoni animati che hanno accompagnato i nostri pomeriggi,  soprattutto dopo la scuola. Uno dei personaggi storici e più simpatici è stato senza ombra di dubbio Doraemon, il cui nome significa “randagio” come chiaro riferimento alla sua somiglianza con i gatti.

Il personaggio di Doraemon è nato dall’abile mano di Fujiko F. Fujio che nel lontano 1969 ha dato spazio alla sua inventiva per creare questo enorme gatto-robot blu che ha calcato le pagina dei manga fino al 1996; nel frattempo, però, il marketing che ruotava attorno a questo personaggio e al suo mondo è cresciuto a dismisura e sono stati creati gadget di tutti i generi, dai peluches ai semplici portachiavi passando per maglie e zainetti. Nel 1973 la carta ha preso vita e da lì in poi, rispettivamente nel 1979 e nel 2005 sono stati prodotti anime, film, videogiochi e musical dedicati all’intero capolavoro.

Doraemon è un robot venuto sulla terra dal ventiduesimo secolo per poter aiutare il povero Nobita Nobi, la cui pigrizia lo ha messo spesso nei guai a scuola; il problema principale di Nobita, tuttavia, è stato sempre il bullismo in quanto preso di continuo di mira dai teppistelli di quartiere Takeshi e Suneo, ragazzi ricchi e viziati il cui diletto è primeggiare sugli altri con la prepotenza. In tutto il manga/anime ci sono anche altri personaggi secondari tra cui la gatta di cui si innamora Doraemon, Mie-Chan anche se tutta la serie ruota sempre attorno alla missione del gatto-blu di educare il giovane ragazzo e il che potrebbe far pensare ad una storia monotona e senza pathos, tuttavia, Doraemon ha in serbo mille sorprese in quanto dal suo tascone quadridimensionale posto sulla pancia riesce ad estrarre le cose più strambe utili sia per aiutate Nobita ad uscire dai guai sia per vivere emozionanti avventure che catapultano i due amici in viaggi inter-spaziali.

Ovviamente ogni episodio, dopo mille peripezie, termina in modo positivo per i buoni per la gioia di tutti, grandi e piccini. Fujio ci ha visto lungo nella creare questo personaggio toccando temi attualissimi come quello del bullismo, fenomeno sempre presente e in espansione tra i più giovani. Quindi, è chiaro che da un semplice cartone animato si possano prendere spunti di riflessione importanti anche se il metodo potrebbe essere abbastanza infantile, perchè parliamoci chiaro, in un’epoca dove a dominare sono gli smartphone e la tecnologia nessun ragazzino sembrerebbe aver voglia di voler legare le proprie giornate nel guardare un banalissimo cartone animato. Il tutto, però è triste perchè sarebbe giusto poter avere quel pizzico di fantasia in più e allo stesso tempo riflettere su temi importanti anche attraverso dei semplicissimi disegni per non cadere nello stereotipo della tecnologia e allo stesso tempo della tecno-monotonia.

Ma questo è un altra tematica che non merita di essere approfondita in questo spazio dedicato interamente a Doraemon, gattone e amico di tutti ma soprattutto, lasciatemelo dire, simpaticissimo per la sua voce e le sue movenze buffe.

Sono trascorsi 45 anni da quando Doraemon ha preso vita e proprio in queste settimane nelle sale cinematografice è stato riproposto il suo film tutto tridimensionale che a quanto pare tra i più piccoli sta riscuotendo un grande successo. Il film ripropone un pò i dettagli della nascita del personaggio di Doraemon forse per far conoscere a tutti meglio le origini di questo manga. E’ dal 1980 che dal Giappone, ogni anno, vengono proposti lungometraggi sui personaggi dei manga che hanno fatto la storia; questa volta, però, è stato preferito il rinarrare le origini dell’amicizia tra Doraemon e Nobita anche per appassionare le nuove generazioni.

Insomma, per i più romantici e malinconici, il gatto spaziale è al cinema per rievocare i tempi ormai andati e per farci tornare anche se solo per qualche ora tutti un pò bambini.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)