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De Magistris, Renzi e la “lettera della rottura”

di / 0 Commenti / 58 Visite / 3 dicembre, 2014

renzi-de-magistris-2Il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, stamattina, ha inviato una cospicua lettera di cinque pagine al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con il quale giunge quindi allo scontro, in seguito alla “gita napoletana” di quest’ultimo di qualche giorno fa, giunto a Napoli in visita all’Atitech dall’oppositore del sindaco nell’assemblea cittadina, Gianni Lettieri.

Un affronto non digerito da De Magistris come sentenzia, in maniera inequivocabile, la missiva elaborata stamani che mette nero su bianco le acredini tra i due, tramutatesi in un atto deciso e politicamente incisivo che pone l’accento sul solco che divide sindaco e premier.

“Non ritenendo, pertanto, gli atti del Governo successivi al 14 agosto coerenti con gli impegni assunti in tale occasione, il sottoscritto comunica di voler recedere, con effetto immediato, dagli accordi firmati il 15 agosto 2014 e precisamente; dal protocollo d’intesa relativo alla bonifica del sni di Bagnoli-Coroglio; all’accordo di programma quadro relativo alla ricostruzione di Città della scienza”. Queste le parole che chiudono la lunga missiva, il cui oggetto è la questione Bagnoli.

De Magistris ha quindi comunicato al premier la decisione del Comune di «recedere dagli impegni presi con la firma dal protocollo sottoscritto lo scorso 14 agosto».

“A mio avviso Renzi ha tradito la città di Napoli e ha tradito gli accordi scritti, per questo non si può mantenere più alcun patto.” Queste le motivazioni con le quali l’ex magistrato legittima il suo gesto.

«È una partita politica altissima che combatteremo con tutti i mezzi giuridici e con tutta la passione politica e democratica che sappiamo mettere in campo» ha ancora aggiunto il sindaco.

«Napoli rivendica la sua autonomia, la difesa della Costituzione e del suo territorio, dice no all’espropriazione della città e a commissariamenti con cui – ha concluso – si vogliono far entrare dalla finestra chi è stato fatto uscire dalla porta perché soggetti che hanno inquinato l’area di Bagnoli».

 

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