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Gli schiavi del 2015: a Grumo Nevano Bengalesi e Pachistani sfruttati

di / 1 Commento / 213 Visite / 21 febbraio, 2015

RUSSO

Nel terzo millennio non sembravano questi i problemi di cui ci saremmo dovuti occupare.

Eppure non sono serviti anni di lotte per evitare gli sfruttamenti: fingendo di dover consegnare volantini pubblicitari, l’Ispettorato del lavoro ha effettuato un blitz in una fabbrica di Grumo Nevano (Napoli) con risultati inquietanti.

Il primo scenario che ha raggiunto Ida Giannetti, la coordinatrice del gruppo di carabinieri, è stato quello che ha colpito le sue narici: una puzza, mista tra sudore e umidità.

Poi la luce al neon che invadeva il seminterrato, in quanto non vi erano nè porte nè finestre da cui potesse provenire raggio di sole o spiffero che ricambiasse l’aria.

In seguito i tredici immigrati senza contratto, soprattutto bengalesi e pachistani, che, nascosti in questo scantinato di un comune condominio, costretti a cucire giacche da uomo. I carabinieri sono convinti che persino la proprietaria, bengalese anche lei, sia una prestanome e quindi le indagini continuano.

Tutti questi “schiavi” (perché solo così si può definire chi lavora per 13-14 ore al giorno con una “paga” di 1.50 € a giacca), tra cumuli di stoffa “made in Italy”, erano uomini che prestavano servizio in condizioni precarie, in quanto sarebbe bastata una piccola scintilla per attizzare un incendio.

Naturalmente, tutta le merce è stata sequestrata, fino a contare un valore di quasi un milione di euro.

Un Commento

  1. In primis, queste persone hanno distrutto l’economia dei grumesi, che da sempre lavoravano questi prodotti. In secondo luogo, persone a me care CIOè italiani, italiani, italiani, lavorano in casa, con prezzi allucinanti, pantaloni completi, cioè cucire e soffilare tutte le parti di un pantalone, o gonna………….. ad un EURO, capite un EURO.
    Quando un bengalese lavora per 10, 15 euro al giorno, è cosciente che 10 euro nel suo paese sono l’equivalente di 100 euro, i soldi che guadagna in Italia, parte li manda nel suo paese, i suoi familiari campano bene, lui una busta di panini, un pò di latte e via, Dorme in una casa con 10 persone, non ha spese mensili di acqua, luce, gas.
    Quindi a loro conviene, e i grumesi lavorano a 1 euro a capo, con i soldi che gli vengono dati NON in real time, ma a singhiozzo. Prima di scrivere fate un inchiesta, queste persone hanno rovinato i grumesi, costretti a lavorare come loro. E non sono italiani i soli ad avere piccole fabbriche, ma sono pakistani…………. Ispettorato del lavoro dove sta?

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