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Donne di Napoli, volti più o meno noti, simbolo della nostra città

di / 0 Commenti / 10576 Visite / 8 marzo, 2015

imagesUna carrellata per ricordare tutte le donne che hanno reso più bella la nostra Napoli. Sono segno di veracità e originalità, come tutte le donne partonepee, simbolo di una città ricca culturalmente, ma anche ironica nelle sue mille sfaccettature.

 Le donne famose di Napoli hanno portato dovunque una ventata di freschezza, testimoniando la bellezza di un luogo che trae origine proprio da una donna, la ninfa Partenope.

 Anche a Napoli, come altrove, le donne hanno da sempre “formato” la città, segnandone lo sviluppo e l’aspetto esteriore. Muse ispiratrici del costume partenopeo sono state signore del calibro di Matilde Serao, Sofia Loren e Titina De Filippo, che si vanno ad aggiungere al fitto elenco di regine angione e aragonesi, susseguitesi nel governo della città.

Di Titina De Filippo sappiamo che col suo temperamento “peperino” ha diffuso a teatro la vera napoletanità insieme ai fratelli commediografi. La Loren è invece l’icona per antonomasia della bellezza napoletana. Famosa nel mondo come attrice, Sofia è ammirata da artisti del calibro internazionale, incarnando il mito della genuinità partenopea.

Donna poco conosciuta ma battagliera e sostenitrice della libertà napoetana, è invece  Eleonora Pimentel Fonseca, martire e figura rilevante della breve esperienza della Repubblica Napoletana del 1799. Fu impiccata all’età di 47 anni in Piazza Mercato, il 20 agosto 1799, insieme al principe Giuliano Colonna, e molti altri. :

 Segue la scrittrice e giornalista Matilde Serao, prima signora italiana ad aver fondato  e diretto un quotidiano, Il Mattino. Giunta a a Napoli verso gli inizi del 1861, perchè suo padre era giornalista, imparò da sola a leggere e scrivere. A 15 anni e senza un titolo di studio, si presentò come semplice uditrice alla Scuola Normale “Eleonora Pimentel Fonseca”, in piazza del Gesù a Napoli. L’anno seguente questa signora scrittrice, fonda con Eduardo Scarfoglio, il quotidiano Il Mattino, con prima uscita il 16 marzo.

Prima donna del 900 partenopeo è Concetta Grasso, in Barra, cantante e attrice napoletana. Iniziata la carriera dopo la seconda guerra mondiale, la mamma dell’attore Peppe Barra, è stata al fianco di personaggi del calibro di  Totò, Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, diffondendo lo “spirito classico” della città di pulcinella. Come lei sono da ricordare Pupella Maggio è l’intensa Luisa Conte, che hanno segnato la storia del teatro napoletano lavorando con Eduardo De Filippo e Nino Taranto, scegliendo fiere delle loro origini, di riproporre i testi teatrali che hanno fatto scuola nel mondo.

Scrittrice da memoria letteraria risulta invece Elena Croce, divenuta celebre con Il Gattopardo, il manoscritto di Tomasi di Lampedusa, pubblicato da Feltrinelli nel 1958.

Altra menade del palcoscenico è la celebre Isa Danieli, così come Lina Sastri, attrici dall’inconfondibile vis interpretatrice. Affermate nel panorama italiano con signorile professionalità, hanno fatto della loro napoletanità, motivo di fierezza.

Pianista di eccezione è la famosa Laura De Fusco. Ha lavorato nelle più importanti orchestre del mondo, con direttori quali: Riccardo Muti, Riccardo Chailly e molti altri. Altra donna della musica è Teresa De Sio, cantautrice che percorre la tradizione musicale di matrice folk, ancora oggi. Ha una sorella altrettanto famosa, la bella Giuliana De Sio, procace attrice affermata.

 Volto noto della simpatia napoletana, resta  Marisa Laurito, attrice, showgirl e cantante che dopo l’esperienza col grande Edoardo, si divide da anni, tra tv e teatro.Angela Luce è invece il volto della classica artista poliedrica, che ha conosciuto la notorietà negli anni 70, districandosi tra canzoni e cinema.

Altre napoletane come Odette Nicoletti ,  costumista italiana di fama internazionale, Fabrizia Ramondino, scrittrice di saggi su problemi sociali e politici Maria Luisa Santella, regista, video maker e ricercatrice di nuovi linguaggi per la scrittura scenica, hanno dato lustro alla nostra città, dimostrando che lo spirito partenopeo è profondamente intriso di femminilità.

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