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“SMARGINATURA” da l’Amica Geniale di Elena Ferrante: collettiva inedita, nella Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli

di / 0 Commenti / 387 Visite / 23 aprile, 2015

SmarginaturaDopo un lungo restauro condotto dalle Soprintendenze di Napoli, archeologica, architettonica e per i Beni Artistici e Storici, dallo scorso anno è stata finalmente riaperta, la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli.

La chiesa è stata affidata alla Curia Arcivescovile di Napoli che, da qualche mese si avvale della collaborazione di Legambiente Campania per la gestione e fruizione del monumento, nonché per una maggiore fruizione e valorizzazione del prestigioso bene monumentale con l’intento di sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale cittadino.

Proprio in virtù di questa rivalutazione del prestigioso monumento storico, la struttura sarà sede di importanti eventi culturali.

Nell’ambito della kermesse Marzo Donna 2015, la Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli (Largo Sant’Aniello a Caponapoli, Napoli) ospita “SMARGINATURA” da l’Amica Geniale di Elena Ferrante, promossa da Evaluna – Libreria delle Donne.

L’idea di Lia Polcari e Raffaele Lucariello che ha dato vita a questa iniziativa, è stata quella di ripercorrere e ritrovare luoghi, suoni e spazi della città attraverso la scrittura di Elena Ferrante, per il tramite delle artiste napoletane Marisa Albanese, Carolina Ciuccio e Giulia Piscitelli, e con l’installazione sonora di Lorenzo Campese e Renato Fiorito.

Lavori in divenire, percorsi laboratoriali, riflessioni e suggestioni per un evento che, nell’arco di un mese, assumerà forme differenti a seconda degli artisti che lo abiteranno e vivranno.

Un collettivo, di sensibilità e professionalità diverse, nato per dare vita a un’officina creativa, a un percorso aperto che trae ispirazione e spunto dalla scrittura di Elena Ferrante. Nella quadrilogia “L’amica geniale”, la città di Napoli non fa da sfondo ma si fonde nelle protagoniste; si tratta di una città periferica, “smarginata”. A interpretarla è Lila, con la sua viva intelligenza, col suo temperamento volitivo e mai ordinario. Con lei, contro di lei, per superarla, per esserle al passo, Elena compie tante scelte e gioisce, soffre, si emoziona nell’inseguimento costante dell’amica, che sembra sfuggire a ogni classificazione. Sullo sfondo del loro rapporto vi è uno scenario che, attraverso le sensibilità delle protagoniste, racconta gli eventi politici e sociali dell’Italia di quegli anni in dialogo con il “rione”, luogo di loro profonda appartenenza

Marisa Albanese: nel suo intervento intreccia immagini fotografiche a partire dagli anni ’50. Dal disagio post bellico, al boom economico, dalle utopie del ’68 alle delusioni ideologiche. Tutto filtrato attraverso le vite dei protagonisti del romanzo, immerse oranella ipnotica illusione di una Napoli risorta, ora sprofondate nella realtà violenta  del “rione” abitato da Lila e Lenù. Le immagini stimolano la conoscenza intuitiva e culturale della città, ridisegnando una mappa emotiva, che consente di attraversarla attivando memoria e immaginazione.

Carolina Ciuccio: il suo intervento concettualizza, attraverso il segno, le esperienze emotive e relazionali vissute dalle protagoniste dall’infanzia all’età adulta, vicende che caratterizzano la loro vita nella vicinanza e nella lontananza. Utilizza il Puzzle per disegnare percorsi e per poi scomporli, ricomporli, intrecciarli, sovrapporli per raccontare un vissuto aperto alle molteplici individuali interpretazioni.

Giulia Piscitelli: in una delle cappelle laterali, a terra dinanzi all’altare, due paia di scarpe, un paio bianche da donna e un paio nere da uomo, tipiche calzature della sposa e dello sposo, ma di queste scarpe pur riconoscendone il modello vediamo solo la suola, ovvero la parte che  rimane a più vicino contatto con il suolo. Tutta la presenza, in assenza dei corpi, viene data dalla suola che rappresenta il filtro logico dell’anima. Nella cappella prospiciente, sull’altare restaurato, quasi a sembrare un altare costruito da un designer, è collocata una gabbia di alluminio per uccelli con dentro una gabbia di alluminio per uccelli. Da tutti e da tutto si può fuggire, ma non da se stessi.

Lorenzo Campese e Renato Fiorito: l’intervento sonoro è realizzato attraverso l’elaborazione dei suoni della città (le voci, il respiro del mare, il rumore della pioggia incessante…) e fusi alla lettura sussurrata di brani tratti da “L’Amica Geniale”.

Paola D’Agostino, Licia Pizzi, Chiara Tortorelli, Carmen Vicinanza: hanno prestato le loro parole per un intervento letterario inedito raccolto in forma di diario intimo.

Nel corso del mese, sono previsti reading di testi scritti ad hoc per l’occasione, incontri letterari, danze e musica perché il collettivo “Officina Smarginatura”, nato dall’amore per l’opera di Elena Ferrante, ha tante sfumature che si vogliono esplorare in tutte le forme possibili.

L’evento fa parte del Marzo Donna 2015: Dai desideri ai saperi delle donne: la cura di sé e la cura del mondo.

L’apertura della mostra è prevista per giovedì 23 aprile alle ore 19; sarà possibile visitarla fino al 24 maggio ( free admittance ).

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