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Italia: il divorzio breve è legge

di / 0 Commenti / 62 Visite / 23 aprile, 2015

581RUBDopo oltre 40 anni l’Italia attua una svolta epica in materia di divorzio.

In virtù di decenni contraddistinti da battaglie, ostracismi, rinvii, si accorciano i tempi per chi vorrà porre fine al proprio matrimonio.

L’Italia, grazie al voto alla Camera nel quale si è registrato un forte consenso (398 sì, 28 no e 6 astenuti) è riuscita a conseguire il suo divorzio breve, grazie al quale non saranno più necessari 3 anni per annullare onori ed oneri annessi al fatidico si, come previsto dalla riforma della legge Fortuna-Baslini, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice.

Come puntualmente accade al cospetto di novità di tale rilevo, non sono mancati di certo i pareri discordanti e le perplessità da parte degli esponenti del mondo politico. Qualche esponente della Lega, ha tirato in ballo l’assenza di tutela dei figli, chi, alcuni deputati di Ap, Fi e Fdi, invece, ha palesato il pericolo che i tempi brevi possano intaccare la stabilità della famiglia. La legge approvata dalla Camera contiene numerose novità. I tempi, innanzitutto. Fino a oggi lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei coniugi non prima di tre anni di separazione. Con il divorzio breve il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Novità, poi, sulla comunione dei beni che si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Infine c’è l’applicazione immediata: il divorzio breve sarà operativo anche per i procedimenti in corso. Non è stato affatto facile arrivare a questo punto.

Decenni di lotte e battaglie hanno così trovato un importate e concreto passo in avanti, in attesa del divorzio immediato, stralciato dal Ddl, e del riconoscimento degli altri diritti civili che l’Italia ancora aspetta.

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