Il nuovo modo di leggere Napoli

“Tutto a tempo debito: siamo a Napoli”: come ci vedono i Francesi

di / 0 Commenti / 221 Visite / 21 maggio, 2015

napoliNon manca mai l’occasione per disprezzare Napoli e rendere la Città del sole il regno della spazzatura e degli imbrogli, agli occhi di chi qui non è nè nato nè cresciuto.

Non è questo sicuramente il caso di un giornale francese, con sede a Parigi e incentrato sull’ecologia. L’articolo si può leggere qui in lingua originale: parla di quei Napoletani onesti, che lavorano come volontari per pulire la spiaggia e “disinfettare” gli stereotipi di “pancioni” dediti al dolce-far-niente, alle risate e alla vita sotto l’ombrellone.

Il Napoletano non è una barzelletta. Il Napoletano, al caldo afoso o sotto la pioggia, continua a scendere in strada, o meglio, nella spiaggia di Mergellina, ad occuparsi di ciò che i politici utilizzano nei loro discorsi elettorali soltanto per farsi pubblicità.

Con lo scopo di attirare verso la propria persona o la propria lista il maggior numero di voti, è facile riempire l’elenco di buoni propositi. Già la parola “rifiuti” annebbia la mente di chi ascolta, sempre più speranzoso che quelle parole avranno veramente un seguito.

E invece, poi, i soliti a combattere sono quei pochi cittadini comuni che tengono al proprio territorio come fosse un figlio, e lo curano in ogni suo angolo, armati di guanti e mascherine.

Tutto ciò, tutta questa immagine sporca di Napoli, tutti questi “straordinari” lavorativi da parte di un gruppo di più sensibili alle problematiche ambientali, nonostante ogni mese ogni singolo cittadino sia costretto a pagare le tasse, quelle tasse che dovrebbero garantire i diritti di tutti, oltre ai doveri di chi occupa le poltrone in amministrazione.

Si tratta dell’operazione “Let’s do it Mediterranean”, un movimento con l’obiettivo di ripulire le spiagge e il Mare Nostrum dalle bottiglie di vetro e di plastica, dalla carta e dal cartone, attraverso una raccolta differenziata.

Insieme all’associazione “CleaNap”, i volontari filtrano la sabbia attraverso delle reti, per recuperare ed eliminare il materiale di scarto.

Tra questi volontari, spiccano dei nomi: Cristiano May (nella foto) e Maria Vittoria Cubellis. Quest’ultima denuncia: “I rifiuti sono utilizzati come arma politica!”.

Chissà se qualche giorno, finalmente, a prendere in mano la spazzatura oltre che la situazione, saranno proprio i politici…

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