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Gli effetti del nuovo Piano strategico nazionale della portualità

di / 0 Commenti / 73 Visite / 25 maggio, 2015

STRETTO

Successivamente alla definizione del Piano della portualità e della logistica italiana, a Messina si discute sul ruolo che avrà l’Authority  “Calabra e dello Stretto”.

Le prime reazioni sono improntate su sentimenti di ottimismo, ma non mancano anche le critiche; il Piano, adesso definitivo, in seguito alle modifiche rispetto alle ultime indicazioni.

Il ministro Delrio, intende portare avanti la riforma della portualità italiana, immaginando uno scenario con 8 Autorità di sistema, mantenendo comunque l’autonomia dei singoli porti inseriti nel più ampio contesto per rispondere alle sfide mondiali.

L’aspetto più significativo è che stavolta non vi sono aree “privilegiate”, infatti l’accorpamento riguarda tutti i porti italiani. Trieste, Ancona e Ravenna con Venezia, La Spezia con Genova, Catania con Palermo, Salerno con Napoli, Olbia con Cagliari, Taranto, Brindisi e Manfredonia con Bari, e Messina con Gioia Tauro (e il sistema dei porti dello Stretto, Reggio e Villa).

In Sicilia, poi, verrà creato un unico ente che gestirà i porti di Trapani, Palermo, Catania e Augusta. Il presidente sarà nominato direttamente dal Ministero, di concerto con il presidente della Regione. Sarà affiancato da un Comitato di Gestione.

Da Messina interviene il deputato del Movimento Cinque Stelle Francesco Uva:  “Il fatto che l’Autorità Portuale di Messina venga accorpata a quella di Gioia Tauro è semplicemente inammissibile. Innanzitutto, l’Area Integrata dello Stretto presenta delle caratteristiche uniche e delle competenze peculiari che non possono essere “assimilate” ad altre che non appartengano alla stessa area integrata. Le competenze dello Stretto di Messina devono, senza se e senza ma, rimanere in un distretto di competenza che assicuri la continuità territoriale e commerciale tra le due sponde. In secondo luogo, a livello economico, perché le risorse finanziarie dell’Autorità Portuale di Messina dovrebbero confluire in quelle di Gioia Tauro? Tutto questo non è tollerabile. Avevo già presentato un’interrogazione al Ministro, lo scorso gennaio, ma evidentemente quando gli interessi sono altri si preferisce fare orecchie da mercante. Ma di certo non mi arrenderò in questa battaglia e, anzi, invito tutta la deputazione messinese a fare altrettanto. Non possiamo permetterci di “perdere” così le nostre competenze e la nostra unicità”.

Nella bozza è previsto che «una sola Autorità regionale (quindi Palermo per la Sicilia) potrà governare tutte le funzioni di promozione, pianificazione e gestione. Il presidente sarà nominato direttamente dal ministro, di concerto con i presidenti delle Regioni, mentre il relativo comitato di gestione sarà composto, oltre che dal presidente, da ulteriori membri nominati dalle Regioni interessate, e, ove presenti, dalle città metropolitane».

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