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Nisidia: detenuto distrugge la cella per uno scatto d’ira. Trasferito

di / 0 Commenti / 112 Visite / 24 settembre, 2015

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Un detenuto extracomunitario maggiorenne, affetto da patologie psichiche, avrebbe distrutto la cella che gli era stata assegnata, a seguito di uno scatto d’ira, procurandosi anche lesioni personali. Un vero e proprio raptus, che ha causato danni per migliaia di euro alla struttura, al termine del quale il detenuto è rimasto ferito.

E’ stato reso noto solo da 24 ore, nonostante l’episodio fosse avvenuto martedì scorso presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida. Successivamente il giovane è stato trasferito in una struttura per adulti.

E’ stata resa nota la notizia dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del segretario generale Donato Capece: “Martedì mattina un detenuto extracomunitario maggiorenne, con problemi mentali, trasferito da qualche settimana all’Istituto Penale Minorile di Nisida da una struttura penitenziaria per adulti, si è reso protagonista ancora una volta come già avvenuto in altre strutture penitenziarie di un gravissimo episodio. Risulta che a seguito di una normale perquisizione il nord africano – già noto anche alla cronaca giornalistica per essere evaso a Roma, liberandosi della scorta che lo accompagnava in tribunale, – sia andato in escandescenza distruggendo completamente la cella che gli era stata assegnata, causando danni per migliaia di euro  e provocandosi lesioni personali”.

Capece conclude dichiarando che : “Solo grazie alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria in servizio, si è riusciti a ripristinare la sicurezza e riportare alla calma l’extracomunitario con problemi psichiatrici”.

Il SAPPE contesta inoltre le conseguenze della legge che ha voluto la detenzione, presso i carceri minorili, anche dei detenuti maggiorenni. Il sindacato sostiene che : “Gli episodi di violenza commessi da detenuti maggiorenni nelle strutture minorili siano in aumento, e che a questo punto sarebbe opportuno rivalutare gli effetti applicativi delle norme contenute nel d.l. 92/14 convertito nella legge n117 del 2014, con particolare riferimento alla presenza negli Istituti Penali per minorenni di detenuti adulti con età fino a 25 anni e le difficoltà di gestione operativa che ne derivano”.

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