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Delitto choc a Licola: uccide moglie e figlia con un’ascia e poi tenta il suicidio

di / 0 Commenti / 172 Visite / 9 gennaio, 2016

strage-licola-ascia-660x330È un sabato di sangue quello sorto lungo le coste partenopee, per effetto di un cruento omicidio consumatasi in un’abitazione realizzata a meno di 100 metri dalla riva, le vecchie case vacanze costruite a Licola negli anni Sessanta.

Un uomo di origini ucraine di 44 anni, Volodymir Havrylyuk, ha ucciso la moglie Marina, di 30 anni e la figlia Katia di soli 4 anni con un’ascia.

I corpi delle due vittime sono stati scoperti stamane, ancora da accertare l’ora del delitto.

«Ho fatto un guaio»: queste le prime parole pronunciate da Volodymir al suo datore di lavoro, quando ha aperto la porta della “casa dell’orrore”. Volodymir Havrylyuk, 44 anni, era coperto di sangue, la gola tagliata. Il titolare ha sbirciato dietro la porta e ha visto un mare di sangue. A terra Katia, 4 anni, e la moglie del suo dipendente Marina, 30 anni. Il datore di lavoro ha subito telefonato ai carabinieri: «Correte in via Licola Mare, altezza Hotel Panorama, c’è una strage. Dentro una casa sulla spiaggia, vi aspetto fuori, vi indico dov’è».

Orribile la scena che si è presentata ai militari arrivati dopo qualche minuto sul posto: sangue in tutta la casa.

Havryluyuk è stato adagiato su un’ambulanza e portato di corsa al pronto soccorso del vicino ospedale di Pozzuoli, che dista sette chilometri.

Evidenti i segni del raptus: l’uomo avrebbe colpito follemente con un’ascia, dopo l’ennesima lite, sua moglie Marina e poi Katia, la loro figlia sordomuta di quattro anni. Subito dopo ha tentato di togliersi la vita, senza però riuscirci. L’uomo lavorava in un vivaio a Cuma, si recava lì ogni mattina con la sua auto rossa, quella che ora è parcheggiata davanti alla casetta. Stamane, proprio non vedendolo arrivare, il suo datore di lavoro si è insospettito e si è recato a casa sua, dove ad attenderlo ha trovato una scena agghiacciante. Madre e figlia sono state massacrate. Sangue, tanto sangue. Sangue ovunque. E il 44enne ancora in vita che seguitava a ribadire di aver commesso un errore. Quel genere d’errore al quale non si può rimediare.

La famiglia era abbastanza conosciuta nella zona, si era trasferita lì da un paio d’anni: marito e moglie sono descritti da alcuni vicini come persone tranquille. Mai un litigio, mai un rumore sospetto, nemmeno ieri sera.

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