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Catania: S. Agata, tra devozione e folklore

di / 2 Commenti / 150 Visite / 8 febbraio, 2016

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Catania: Si è da poco conclusa la Festa di S. Agata,  patrona della città etnea: una celebrazione tra le più belle al mondo, la quale prevede dal 4 al 5 Febbraio: giorni di culto, devozione, folclore, tradizioni.

Nonostante i tempi difficili in tema di sicurezza, quando la paura di attentati terroristici avrebbe potuto incidere negativamente sul sereno andamento delle celebrazioni agatine, la Festa, quest’anno si è conclusa fortunatamente senza alcun incidente. Da parte sua, nei quattro giorni di festa, la Questura ha messo in campo oltre mille agenti, dislocati di volta in volta lungo l’itinerario della processione, nelle piazze e in tutti quei luoghi ritenuti “sensibili”, che hanno discretamente vigilato, di giorno e di notte, sui devoti che hanno affollato le strade catanesi.

Le celebrazioni iniziano con il tradizionale corteo che parte dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace fino ad arrivare alla cattedrale. In processione, in mezzo alle autorità civili e religiose, ci sono state, come da copione, le carrozze settecentesche e undici candelore, ossia enormi ceri cesellati in modo tale da rappresentare corporazioni e mestieri.

Ma il clou dei festeggiamenti è arrivato nelle giornate del 4-5 febbraio. La messa solenne di giovedì 4 precede la processione per le vie del centro, quando il “fercolo”, raffinata opera d’argenteria, porterà in giro per la città le reliquie della martire, seguito dai cittadini devoti riuniti in un lunghissimo corteo, occasione che permette ai partecipanti di riscoprire i luoghi percorsi dalle orme della santa catanese.

Ma la Festa di Sant’Agata è anche aggregazione, oltre ad essere una festività religiosa molto sentita, dove culto, tradizione e folclore si intrecciano mediante tanti spettacoli e bancarelle colorate che adornano le già caratteristiche vie del centro. Non mancano poi dolci tradizionali legati alla santa catanese, come i “cassateddi” o “minni di Sant’Aita” (che ricordano nella loro forma il seno della santa che furono oggetto di tortura durante il martirio) o ancora le “olivette“, legate alla leggenda di un ulivo, che sorse dal nulla mentre la ragazza era inseguita, proteggendola dagli uomini di Quinziano che le stavano dando la caccia.

La festa quest’anno ha avuto una ancor più sentita partecipazione e ho registrato anche una maggiore compostezza“. Parole del sindaco di Catania Enzo Bianco dopo il rientro delle reliquie di Sant’Agata in Cattedrale.

Anche quest’anno – ha proseguito il Sindaco – avevo invitato ad assistere alla festa alcune importanti personalità, tra cui il capo della Polizia, il prefetto Alessandro Pansa. Tutti sono rimasti entusiasti di questa festa corale, in continuo movimento, alla quale partecipa, in tre giorni, un milione di persone e che fa comprendere l’animo stesso di questa città così complessa e vivace. La costituzione del Comitato per l’organizzazione con personalità giuridica che ha introdotto importanti novità la Festa è stata più ordinata e serena”.

Certo, Roma non è stata costruita in un giorno – ha osservato inoltre – e quella che dobbiamo mutare è una mentalità radicata. C’è ancora molto da fare, soprattutto riguardo agli orari della processione. Ma sul versante legalità siamo già molto avanti. Nei cittadini ho colto segnali di grande apprezzamento per la maggiore presenza di rappresentanti delle Forze dell’Ordine che ha rafforzato il senso di sicurezza”.

2 Commenti

  1. strafelice che uno dei pochi quotidiani on line che leggo(sono legato a Napoli da buon terrone che sono) parli della mia gente e della mia città. sono ateo ma il mio rispetto verso chi crede è infinito. Catania è Sant’Agata, Catania è Mamma Etna. E’ vero molto è cambiato, ma non puoi mai cambiare la devozione del Catanese nei confronti della SANTUZZA PICCIRIDDA, ed è giusto per me che per prima i devoti, quelli seri siano i padroni della festa, anche quest’anno la Santuzza è rientrata tardi, sono contento chi è devoto sta accanto alla Santa anche 17 ore di fila questa si che è devozione. il mio intervento è dovuto alle parole del sindaco che Catanese non è: “quella che dobbiamo mutare è una mentalità radicata. C’è ancora molto da fare, soprattutto riguardo agli orari della processione.” se cambi ciò la festa non è più la stessa ed i Catanesi non lo permetteranno”
    Saluti Etnei alla redazione

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    • Grazie di cuore per l’attenzione, “la fedeltà” e per questo splendido appunto.
      Saluti napoletani ed affettuosi dalla redazione

      Redazione Napolitan

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