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Tre anni senza Carmelo Imbriani: il mondo del calcio lo ha ricordato così

di / 0 Commenti / 75 Visite / 15 febbraio, 2016

ed“In un giorno così triste a me piace ricordare i momenti belli che abbiamo condiviso, dal settore giovanile fino all’esordio in serie A, alla condivisione della camera d’albergo durante i ritiri e alle partite di carte che facevamo……. Eravamo una famiglia, tra di noi c’era solo competizione sportiva, e oggi mi mancano tutti quei momenti e manchi tu, un ragazzo forte e speciale. Un abbraccio forte Carmelo dal tuo vecchio amico Gennaro Scarlato

“Carmelo Imbriani per me è innanzitutto uno che ce l’ha fatta. Già perché la sua storia era quella di un ragazzino che sognava di diventare calciatore e che, appunto, ci era riuscito. Da semplice tifoso del Napoli ne apprezzavo sempre l’impegno ma soprattutto la “favola”, quella che poi è svanita. Capace di un colpo di tacco alla Juventus che se fosse finito in rete sarebbe ancora ricordato tra i gol più belli della storia, ha segnato tutti noi con la sua tragica ed orgogliosa fine. Da giornalista ho avuto modo di conoscerlo, era rimasto come lo immaginavo. Uno che ce l’ha fatta a passare alla storia.”

Gianluca Monti

“Con Carmelo ho condiviso una stagione e mezzo a Napoli e a Casarano dove eravamo sempre insieme sia in campo che fuori un ragazzo disponibile allegro sempre con la voglia di divertirsi nei giusti modi eravamo molto legati in quei pochi mesi che sono stato a Casarano l’ho vissuto come un fratello….sempre nei miei ricordi e nel mio cuore.”

Roberto Policano

“Ho un ricordo bellissimo di Carmelo. Avevo un bellissimo rapporto con lui. Era un ragazzo educato, intelligente che aveva tanta voglia di apprendere ed imparare dai tanti campioni con cui aveva iniziato a calcare i campi di serie A. In poco tempo si era fatto ben volere da tutti ed i particolar modo da Vujadin Boskov che lo aveva lanciato in serie A. Carmelo lo voglio ricordare così nel pieno delle sue forze sul campo del Centro Paradiso di Soccavo.”

Fausto Pari

“Era un uomo munito di un’enorme fedeltà intellettuale. Non si è mai scomposto, non ha mai svilito o cambiato il suo modo di essere e questo, in un mondo confusionario e distratto come quello del calcio, rappresenta un’autentica rarità. Carmelo aveva una grande personalità, con i suoi saldi ed inamovibili riferimenti: la famiglia, l’amicizia, la lealtà, l’onestà, l’integrità. Era sempre disposto a giustificare gli altri, non ricordo mai di aver sentito Carmelo parlar male di qualcuno. Ed anche questo aspetto, in un mondo come quello in cui viviamo, rappresenta un’autentica rarità.”

Alfonso De Nicola

“La vita fisica finisce, ed è qualcosa che tutti noi dobbiamo accettare. Una persona muore quando nessuno più la ricorda. Grazie a Gianpaolo il ricordo di Carmelo continua vivo nelle nostre vite. Carmelo Vive, e sono vivi i suoi ricordi. Ciao Amico mio.”

Alessandro Sbrizzo

“Ciao Carmè! Lo sappiamo, oggi non è un bel giorno per nessuno. Sono tre anni che non ci vediamo. Però…però nonostante i tre anni siamo ancora qua. A parlare di te, di noi. Di che persona sei. Di quanti insegnamenti ci hai dato. Come padre, come giocatore. Come Uomo. No. Non sono frasi fatte Carmè. Pensa, sono tre anni che non ci vediamo e siamo ancora qui ad emozionarci per quel numero 7. Non quello di Ronaldo. Il tuo numero 7 Carmè. Ancora a pensare a quella corsa a perdifiato nel tuo gol più bello al Partenio. I cugini di Avellino stanno ancora a rosicà. Oggi, guarda il destino che ha voluto, torniamo allo stadio. Si, giochiamo in casa, nel tuo stadio. Carmè, noi andiamo. Qua si corre sempre. A volte, si dimenticano proprio le cose più importanti. Ma di te no. Di te non ci siamo dimenticati. Che dici? No, non sono lacrime. Qui piove da un po’ e stiamo ancora inzuppati. Ti salutiamo Carmè.”

I tifosi del Benevento

“Carmelo Imbriani ci ha lasciati 3 anni fa, ma la sua missione sulla terra non si è fermata il 15 febbraio 2013. Oggi la sua immagine, senza colori ne bandiere, sta facendo il giro del mondo con un furgoncino perché il sogno di Carmelo era quello di lasciare qualcosa come uomo, prima che come calciatore. La missione “Imbriani non mollare” è nata nel letto d’ospedale, quando Carmelo si emozionò nel vedere tifoserie rivali unite nel suo nome, sotto questo messaggio. Così Gianpaolo Imbriani, durante questi 3 anni, ha portato la storia del fratello in giro per il mondo, dalla regione del Tongo alla cima dell’Everest, partecipando ad importanti progetti umanitari. Oggi noi siamo ancora in contatto con lui e siamo orgogliosi di diffondere il suo messaggio e la sua iniziativa perché, come diceva Carmelo, “il calcio passa, la vita resta” ed anche se non siamo fenomeni col pallone, possiamo fare tanto in questa vita. Carmelo la sua partita l’ha già vinta.”

Serie A Tim

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