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Arrestato leader degli scissionisti latitante dal 2012

di / 0 Commenti / 508 Visite / 17 aprile, 2016

news73431Arrestato uno dei latitanti che figurava nell’elenco dei cento più pericolosi.

Si tratta di Roberto Manganiello, 35 anni, leader del clan scissionista dei Marino, nipote del boss Gennaro Marino, detto “McKay”, latitante dal 2012, catturato nella tarda serata di ieri dalla Polizia ad Orta di Atella, in provincia di Caserta.

Manganiello era ricercato per il duplice omicidio di Claudio Salierno e di suo nipote Fulvio Montanino. Un duplice omicidio maturato nell’ambito di un agguato messo a segno il 28 ottobre del 2004, in via vicinale Cupa dell’Arco, nella periferia Nord di Napoli, nel cuore della roccaforte del clan Di Lauro, furono assassinati a colpi di pistola Fulvio Montanino – braccio destro dei Di Lauro – e suo zio Claudio Salierno. Il commando che uccise i due, accertarono successivamente gli investigatori, partì da un garage delle Case Celesti, invero, era quello il quartier generale dei Marino.

Fulvio Montanino, secondo gli inquirenti, era il più fidato uomo di Cosimo Di Lauro, il figlio ed erede del boss di Secondigliano, Paolo Di Lauro, motivo per il quale quell’agguato innescò quella che è stata tramandata ai posteri come “la prima faida di Scampia”.

Oggetto di uno speciale programma di ricerche del ministero dell’interno, Manganiello si nascondeva a Orta di Atella in via Lampitelli 20, a casa di parenti, insieme ad una donna.

Quando i poliziotti hanno affrontato irruzione nell’abitazione non era armato e non ha opposto resistenza, lasciandosi ammanettare.

Manganiello era in compagnia dell’amante e stava vedendo la partita del Napoli in tv.

Un poliziotto, travestito da pony express, ha bussato alla porta dell’abitazione con la scusa di consegnare una pizza dando, così, il via al blitz. Intorno all’edificio si erano già sistemati una cinquantina di agenti che avrebbero precluso al latitante ogni via di fuga. L’uomo è stato dapprima condotto in questura per le formalità del caso e poi in una cella del carcere in attesa di essere ascoltato dal magistrato.

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